Accadde oggi

Accadde oggi – 7 ottobre

Il 7 ottobre 2007 Kimi Raikkonen vinse il Gran Premio della Cina. Dopo il burrascoso – sotto ogni punto di vista, meteorologico e polemico, Gran Premio del Giappone al Fuji, tutto sembrava pronto per incoronare Lewis Hamilton campione del mondo. La Ferrari arrivò a Shanghai appesa ad una speranza quasi del tutto teorica, considerati i 17 punti (all’epoca se ne assegnavano 10 al vincitore…) che separavano Raikkonen da Hamilton e 12 che l’inglese aveva di vantaggio sul compagno di squadra Alonso. “Ci vorrebbe un miracolo” – disse Jean Todt al Fuji dopo la gara – “quello che è certo è che faremo il massimo per vincere le ultime due gare del Mondiale”.

Non ci è possibile dire se di miracolo si trattò ma quello che è certo è che la Ferrari fece il massimo nelle ultime due gare della stagione, raccogliendo due vittorie con Kimi e due podi con Felipe. Il resto ce lo misero gli avversari, a cominciare dall’appuntamento di Shanghai.

In qualifica solo Hamilton fu più veloce dei due ferraristi. In gara, così come otto giorni prima al Fuji, la pioggia fu protagonista. Alla partenza, avvenuta sotto la pioggia, le due Ferrari erano in seconda ed in terza posizione, rispettivamente con Raikkonen e Massa. Al via, Kimi manteneva il suo posto mentre Felipe veniva superato da Alonso: il brasiliano reagiva però alla grande e riconquistava il terzo posto prima della fine del giro. Nella prima parte della gara Hamilton sembrava prendere progressivamente il largo su Kimi mentre Felipe e Alonso si staccavano progressivamente dal finlandese. Al giro 10 il pilota inglese aveva un vantaggio di 6”6 su Kimi, di 11”3 su Felipe e di 13”2 sul compagno di squadra. Al giro 15 iniziava la serie dei pit-stop dei piloti di vertice: Hamilton era il primo a fermarsi, seguito da Felipe al giro 17, da Alonso al giro 18 e da Kimi al giro 19: tutti e quattro mantenevano lo stesso treno di pneumatici da bagnato standard. Grazie alla sosta più ritardata, Kimi dimezzava il distacco da Hamilton, tanto da ritrovarsi a 4” al giro 20. Felipe rimaneva terzo a 16”, Alonso quarto a 17”6. Le condizioni della pista andavano progressivamente migliorando, tanto che qualche pilota giocava la carta delle gomme da asciutto. Del quartetto di testa il primo a fermarsi era Felipe, che passava agli pneumatici scanalati al giro 26, subito dopo essere stato superato da Alonso. Purtroppo, un nuovo scroscio di pioggia si abbatteva sul circuito e Felipe si ritrovava in difficoltà, facendo fatica a tenere la macchina in pista con l’asfalto bagnato. Ancora più in difficoltà era però Hamilton, che si vedeva repentinamente piombare Kimi alle spalle. Già al giro 27 il ferrarista potrebbe passare in testa ma le bandiere gialle gli impediscono di effettuare il sorpasso, che avviene però al giro 29. Hamilton, con le gomme ormai finite, prova a rientrare ai box al termine del giro 31 ma finisce la sua gara insabbiato nella ghiaia della corsia box. In molti – i ferraristi con gioia, gli uomini della McLaren con dolore – l’espressione e la gestualità di Ron Dennis, impietosamente inquadrato dalle telecamere, mentre il suo protegé vedeva sfumare il primo match point iridato. Nel giro successivo, quando la pioggia aveva smesso di cadere, si fermavano sia Kimi che Alonso: al rientro in pista il distacco fra i due era di 11”, con Felipe che provava invano ad insidiare lo spagnolo alla curva 1. In testa c’era Kubica, che però doveva subito ritirarsi per un problema tecnico. Alonso provava la rimonta su Kimi ma il finlandese, una volta superata la fase di sottosterzo determinata dagli pneumatici nuovi, controllava agevolmente la situazione mentre Felipe perdeva terreno rispetto al pilota della McLaren. Il minimo vantaggio di Kimi si registrava al giro 41 (+7”9) e poi si stabilizzava fra gli 8 e i 10”. Nelle ultime fasi della gara, con la pista ormai quasi completamente asciutta, i primi tre si esibivano in una serie di giri veloci: a spuntarla era Felipe che, proprio all’ultima tornata, faceva segnare il miglior tempo assoluto della giornata.

La prima parte del miracolo ebbe questo svolgimento: per la seconda, la più difficile, si dovevano attendere ancora due settimane.

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