Un’estate a tutto test

7 Ago 2017

Dall’Ungheria a Barcellona: panoramica delle prove svolte prima delle vacanze

“C’è poco tempo per provare al giorno d’oggi e bisogna approfittare delle occasioni”: un concetto sul quale Kimi, Seb e tutta Scuderia Ferrari si sono sempre trovati totalmente d’accordo. Da quando, nel 2009, le prove stagionali sono rigorosamente controllate e limitate, ogni sessione diventa preziosa. Perché integra al meglio tutto il lavoro che viene fatto in sede, al simulatore e al computer.

La differenza con le due sessioni di test invernali è piuttosto marcata: a febbraio-marzo, Barcellona serve da banco di prova per una vettura che ancora deve affrontare la prova della pista. Si cerca soprattutto l’affidabilità, si impara a “capire” la monoposto, si lavora per definire una configurazione di base. Nelle prove “in season” invece, si conosce già la validità del progetto, si è già in grado di interpretarne pregi e difetti. Il lavoro, quindi, è finalizzato a migliorare una base già consolidata. Ma migliorare dove? Ai test dell’Hungaroring – ma anche a quelli svolti in Bahrain ad aprile – molti giornalisti si sono domandati come si fa a preparare la prossima gara in calendario su un tracciato che, magari, ha caratteristiche molto diverse: vedi, ad esempio, proprio l’Ungheria rispetto a Spa e Monza. La realtà è molto più complessa, perché un programma di test è rivolto a validare soluzioni che possono servire per tutta la stagione, a prescindere dal fatto che si usi un’ala ad alto o basso carico. Quello che si vede sulla macchina quando esce dai box non è necessariamente tutto quello che di nuovo è stato montato…

La SF70H – per quello che contano i tempi sul giro in queste circostanze – si è comportata bene in Ungheria, sia con i titolari, sia con Charles Leclerc. Le regole prevedono infatti che parte dei test sia dedicata agli “young drivers”, piloti con un massimo di tre GP di Formula 1 disputati. Leclerc e Antonio Giovinazzi si sono poi divisi anche il carico di lavoro dei test Pirelli a Barcellona, dove la SF70H rimane invece in configurazione “standard”, perché durante le prove di gomme i team non possono, in sostanza intervenire sulla vettura.

Ultima annotazione: le due sessioni stagionali, a Sakhir e all’Hungaroring, hanno fatto seguito ad altrettante vittorie di Scuderia Ferrari. La prossima, a campionato finito, si terrà proprio ad Abu Dhabi…

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