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Auguri Jody Scheckter

29 Gen 1950

Il 29 gennaio 1950 nasce a East London (Sudafrica) Jody Scheckter. Figlio del proprietario di un concessionario Renault, Jody crebbe fra i motori e iniziò presto a cimentarsi nelle competizioni automobilistiche senza però tralasciare gli studi. Nel 1970 il successo nel campionato nazionale di Formula Ford gli fece vincere una borsa di studio e la possibilità di trasferirsi in Gran Bretagna. Nel 1971 corse nella Formula 3 britannica e l’anno successivo nel campionato europeo di Formula 2. Alla fine di quella stagione si guadagnò la possibilità di debuttare in Formula 1 con la McLaren, correndo nel Gran Premio degli USA. Con il team di Woking Scheckter disputò altre cinque gare nel 1973, facendosi notare per l’irruenza della sua guida ma trovando anche modo di vincere il titolo nella Formula 5000. Quando già era stato ingaggiato dalla Tyrrell per l’anno successivo, Jody si trovò ad accorrere per primo a Watkins Glen sul luogo dell’incidente in cui perì il suo futuro compagno di squadra Cevert. Dal 1974 al 1976, il sudafricano divenne la prima guida della Tyrrell con cui si aggiudicò quattro Gran Premi, sfiorando il titolo iridato nella prima stagione. Nel 1977 passò alla debuttante Wolf con cui conquistò altri tre successi, arrivando secondo nel mondiale alle spalle di Niki Lauda. Ancora un anno con la Wolf e poi il passaggio alla Ferrari con cui Scheckter coronò il sogno di diventare campione del mondo. Al volante della 312 T4 Jody colse tre vittorie, tre secondi e due terzi posti, trionfando proprio davanti al compagno di squadra Gilles Villeneuve. Raggiunto l’apogeo, l’anno successivo fu travolto dalla stagione più negativa nella storia della Scuderia, che raccolse appena otto punti. A metà stagione Scheckter annunciò il suo ritiro dalle competizioni, proposito che mantenne con fermezza.
“Con Scheckter ho sperato che risultasse smentita la mia teoria sulla parabola dei campioni del mondo e invece anche lui non ha fatto eccezione alla regola”- scrisse di lui Enzo Ferrari su “Piloti, che gente…” – “Chiese un giorno di parlarmi. Mi raccontò della famiglia, del secondo figlio, dei suoi interessi finanziari in Europa, del suo desiderio di sistemarsi per il futuro a Montecarlo rinunciando alle corse, da bravo, previdente uomo d’affari. Lo confortai nella sua decisione, ricordando il tumulto dei miei sentimenti di pilota quando, nel 1931, stava per nascere il mio Dino. Scheckter, presentatosi alla Ferrari come personaggio curiosamente difficile, mi ha lasciato il ricordo di un uomo dimostratosi leale e di ottimi sentimenti”.