La Ferrari ed i suoi piloti dominano la scena, vincendo sia il campionato Piloti che quello Costruttori con la 156 F1. La macchina della vittoria è la nuova monoposto derivata dalla F2 dell’anno prima, di cui conserva tutte le caratteristiche salvo il nuovo motore con l’angolo di 120° tra le due file di cilindri e non più duello di 65° della serie Dino. Questa soluzione consente di abbassare il baricentro migliorando la stabilità. Anche l’aspetto della vettura è cambiato, grazie al muso affusolato e dotato di due prese d’aria inclinate. Con qualche modifica la stessa vettura viene impiegata nel 1962 ma con risultati più modesti.
Cinque sono le vittorie (tre con Phil Hill, una ciascuno con Wolfgang Von Trips e Giancarlo Baghetti) su otto Gran Premi disputati. Il titolo se lo giocano il pilota tedesco e quello americano a Monza: l’esito è tragico, perché la vettura di Von Trips vola fuori pista, causando la morte di 13 spettatori. Hill, ignaro della morte del suo amico e compagno di squadra, conquista gara e mondiale ma la sua gioia scompare al rientro ai box.

Motore posteriore, longitudinale, 6V 120°
Alesaggio e corsa 73 x 58,8 mm
Cilindrata unitaria 246,10 cm3
Cilindrata totale 1476,60 cm3
Rapporto di compressione 9,8 : 1
Potenza massima 140 kW (190 CV) a 9500 giri/min
Potenza specifica 129 CV/l
Coppia massima -
Distribuzione bialbero, 2 valvole per cilindro
Alimentazione 2 carburatori Weber 40 IF3C
Accensione doppia, 2 spinterogeni
Lubrificazione carter secco
Frizione multidisco
Telaio tubolare in acciaio
Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici
Sospensioni posteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici
Freni a disco
Cambio 5 rapporti + RM
Sterzo pignone e cremagliera
Serbatoio carburante capacità 150 l
Pneumatici anteriori 5.00 x 15
Pneumatici posteriori 6.00 x 15