Un cambio di regolamenti obbliga a fare una macchina praticamente nuova per il 1976: infatti erano state proibite le prese d’aria a periscopio, limitando l’altezza totale della macchina: questo ha obbligato a creare dei condotti che partendo dalla zona anteriore all’abitacolo portano l’aria alle due file di carburatori sopra alle teste cilindri. Altri condotti inferiori portano l’aria di raffreddamento ai radiatori.
Le sospensioni ricalcano quelle dell’anno prima ma la vettura è stata alleggerita grazie alla nuova struttura del telaio. L’anno inizia com’era terminato quello precedente, con la Ferrari dominatrice (6 vittorie nelle prime 9 gare). La 312 T2 si dimostra degna erede della precedente consentendo a Lauda di prendere il largo in classifica. Il 1° agosto al Nürburgring, però, un grave incidente sembra spezzare il sogno del bis del pilota austriaco. La squadra rinuncia al Gran Premio d’Austria e si presenta con il solo Regazzoni al via di quello d’Olanda. Lauda torna a Monza, non ancora completamente ristabilito, per cercare di arginare la rimonta di Hunt. In Giappone l’epilogo: sotto un diluvio incessante, Lauda abbandona la gara e lascia via libera all’inglese. Alla Ferrari resta la consolazione del titolo Costruttori.
Nel 1977 Lauda si riprende quello che la sorte gli aveva tolto l’anno precedente, conquistando il suo secondo titolo mondiale grazie ad una 312 T2 riveduta e corretta ma lasciando la Ferrari che tuttavia centra il tris, imponendosi nuovamente nel Campionato Costruttori. Sono quattro le vittorie in questa stagione: l’argentino Carlos Reutemann, che aveva fatto il suo esordio alla fine della stagione precedente, vince in Brasile, Lauda s’impone in Sudafrica, Germania ed Olanda. Laureatosi campione, Lauda lascia la sua macchina per le ultime due gare della stagione ad un giovane canadese: Gilles Villeneuve.
| Motore | posteriore, longitudinale, 12V 180° |
| Alesaggio e corsa | 80 x 49,6 mm |
| Cilindrata unitaria | 249,31 cm3 |
| Cilindrata totale | 2991,80 cm3 |
| Rapporto di compressione | 11,5 : 1 |
| Potenza massima | 368 kW (500 CV) a 12.200 giri/min |
| Potenza specifica | 167 CV/l |
| Coppia massima | - |
| Distribuzione | bialbero, 4 valvole per cilindro |
| Alimentazione | iniezione indiretta Lucas |
| Accensione | mono, elettronica |
| Lubrificazione | carter secco |
| Frizione | multidisco |
| Telaio | monoscocca, tubi di acciaio e pannelli di alluminio |
| Sospensioni anteriori | indipendenti, quadrilateri trasversali, molle elicoidalicoassiali con gli ammortizzatori telescopici entrobordo, barra stabilizzatrice |
| Sospensioni posteriori | indipendenti, braccio superiore, trapezio inferiore, puntoni centrali, molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori telescopici, barra stabilizzatrice |
| Freni | a disco |
| Cambio | 5 rapporti + RM |
| Sterzo | pignone e cremagliera |
| Serbatoio carburante | capacità 200 l |
| Pneumatici anteriori | 9.2-20-13 |
| Pneumatici posteriori | 16.2-26-13 |