Ritiratasi la Lancia nel 1955, la Ferrari ne eredita il materiale presentando in pista la D50 modificata per il 1956 e, soprattutto, un pilota come Fangio. L’argentino riporta il titolo iridato a Maranello al termine di una stagione tiratissima. Tre sono i successi conquistati da Fangio, che si laurea campione grazie all’altruismo di Collins (due vittorie): l’inglese gli cede la macchina a Monza nell’ultima gara, consentendogli di arrivare secondo e di rintuzzare l’attacco di Stirling Moss.

La macchina (progettata per la Lancia da Jano che ne proseguirà la messa a punto in Ferrari) si caratterizza per i due cassoni laterali destinati in origine a contenere la benzina, ma poi ridotti alla sola funzione di carenature delle ruote. Possiede anche un telaio a traliccio dove il motore fa parte della struttura resistente.

Motore anteriore, longitudinale, 8V 90°
Alesaggio e corsa 76 x 68,5 mm
Cilindrata unitaria 310,75 cm3
Cilindrata totale 2485,98 cm3
Rapporto di compressione 11.5 : 1
Potenza massima 195 kW (265 CV) a 8000 giri/min
Potenza specifica 107 CV/l
Coppia massima -
Distribuzione bialbero, 2 valvole per cilindro
Alimentazione 4 carburatori Solex 40 PII
Accensione doppia, 2 magneti
Lubrificazione carter secco
Frizione bidisco
Telaio tubolare in acciaio
Sospensioni anteriori indipendenti, quadrilateri trasversali, balestra trasversale inferiore, ammortizzatori telescopici interni collegati alle ruote tramite bilancieri
Sospensioni posteriori ponte de Dion, balestra trasversale inferiore, ammortizzatori telescopici interni collegati alle ruote tramite bilancieri
Freni a tamburo
Cambio 5 rapporti + RM
Sterzo vite senza fine e settore
Serbatoio carburante capacità 190 l
Pneumatici anteriori 5.50 x 16
Pneumatici posteriori 7.00 x 16