Fernando Alonso

In Bahrain sull’onda positiva di Shanghai

Maranello, 16 aprile – Ci sono tanti aspetti della Formula 1 che non sono ripresi dalle telecamere, e per lo più restano sconosciuti al grande pubblico. Uno di questi è il frenetico lavoro che scatta al termine dei Gran Premi denominati back-to-back, termine inglese per indicare due gare in due weekend consecutivi. Al termine del primo dei due Gran Premi, alle squadre è richiesto uno sforzo supplementare per riuscire ad essere in pista, in un’altra nazione, dopo pochi giorni. La procedura di imballaggio del materiale che viene inviato in pista vede impegnato ogni membro del team. E’ un lavoro difficile e poco gratificante, che inizia al termine di un lungo weekend di gara, quando la stanchezza ha già iniziato a farsi sentire. In questi momenti a fare la differenza è il risultato della gara che si è appena conclusa, perché sull’entusiasmo di un buon risultato il lavoro procede in modo più agevole. Tutto sembra più leggero quando la squadra ha appena vinto un Gran Premio, e per combattere la stanchezza non c’è miglior antidoto della gratificazione. E’ questa la sensazione che ha vissuto domenica sera la Scuderia Ferrari dopo la vittoria di Fernando Alonso nel Gran Premio della Cina. Il tempo di un doveroso brindisi per rendere onore al successo del pilota spagnolo e della Scuderia, e pochi minuti dopo i carrelli elevatori erano già al lavoro per caricare l’attrezzatura sui camion. Da qui il materiale è stato inviato nella notte all’aeroporto di Shanghai Pudong, per essere successivamente imbarcato su un volo diretto in Bahrain.

“Quello di Shanghai è stato un grande fine settimana – ha commentato il Team Principal Stefano Domenicali – la squadra ha lavorato molto bene e Fernando ha disputato una gara straordinaria. Mi è dispiaciuto per Felipe, che ha visto svanire le possibilità di terminare la gara nelle primissime posizioni per un problema di ‘graining’. Il risultato è sicuramente una bella spinta in vista della tappa in Bahrain che ci attende tra pochi giorni”.

Grazie alla sua lunga esperienza in Formula 1, Domenicali sa molto bene che una sola vittoria non deve essere motivo di appagamento. “La F138 ha evidenziato una buona performance – conferma – ma non crediamo di essere arrivati al vertice. Una vittoria è importante, ma abbiamo davanti una stagione ancora molto lunga, e sappiamo di avere ancora molto lavoro davanti a noi. Dobbiamo migliorare la nostra velocità in qualifica, e non sappiamo ancora come classificare i nostri avversari perché nelle prime tre gare non c’è stata una costanza di rendimento. Ovviamente abbiamo visto alcuni dei nostri rivali evidenziare un buon potenziale e il nostro obiettivo e raggiungerli molto presto. Solo riuscendo a migliorare le nostre prestazioni in qualifica riusciremo ad utilizzare al meglio il potenziale che abbiamo sul passo di gara. Se si parte dalle prime posizioni è inoltre possibile gestire gli pneumatici in modo migliore”.

Come programmato, il lavoro riprenderà nella giornata di martedì nei box del circuito di Sakhir, alla periferia di Manama, in Bahrain. Il team Ferrari arriverà in Medio Oriente sull’onda positiva della vittoria di Shanghai, ma il lavoro di preparazione procederà senza variazioni, e sempre con i piedi ben saldi per terra. Anche gli ingegneri della Scuderia sono già operativi per preparare la prossima sfida. Il primo passo è l’analisi dei dati delle precedenti edizioni del Gran Premio del Bahrain. Questi riferimenti vanno poi inseriti nel contesto dei dati registrati nelle prime tre gare di questa stagione, e adattati con i riscontri dei nuovi pneumatici Pirelli Medium e Hard.

In passato, queste mescole (le più dure dell’intera gamma) si sono mostrate le meno adatte per la Ferrari, ma i numerosi cambiamenti registrati in questa prima parte del mondiale 2013, potrebbero aver cambiato anche questo contesto. “Ci aspettano condizioni differenti da quelle incontrate finora – ha confermato Domenicali – con temperature molto elevate che influiranno sulle prestazioni e sul comportamento delle gomme. Sulla pista di Shakir sono molto sollecitati anche i dispositivi di raffreddamento, ma come al solito faremo tutto il possibile per preparare al meglio il set-up della F138”.

Non saranno solo la gestione degli pneumatici e quella delle alte temperature le sfide che dovranno affrontare i tecnici ed i piloti nel weekend in Bahrain. Un altro aspetto molto importante sarà l’efficienza della frenata, uno dei temi tecnici tradizionalmente legati alla conformazione della pista di Sakhir. Si potrebbe associare facilmente il problema della sollecitazione dell’impianto frenante alle alte temperature ambientali. Ma in questo caso andremmo fuori strada, visto che i dischi-freno operano già a temperature altissime. L’obiettivo è quello di poter fornire una frenata efficiente ed immediata, in modo che i pilotai possano ‘aggredire’ la pista assecondati da una sensazione generale di stabilità. Un’impresa non facile per i tecnici, visto che la configurazione aerodinamica su questa pista non assicura un alto carico.

Le alte temperature ambientali non sono l’unica caratteristica insolita di questo evento. Partendo dalla città di Manama ed avvicinandosi al circuito di Sakhir, non è raro avere problemi di visibilità causati della sabbia che viene alzata dal vento. Anche questo aspetto è tenuto in considerazione nel preparare al meglio le monoposto, soprattutto per la protezione del motore.

Come sottolineato da Domenicali in precedenza, in questo momento non si è ancora definita una scala di valori in grado di indicare i maggiori favoriti della prossima tappa in calendario. Tradizionalmente il circuito di Sakhir si è ben sposato con le caratteristiche tecniche delle Ferrari, come dimostrano le statistiche. Nelle otto edizioni disputate, la gara Mediorientale ha visto la Ferrari trionfare in ben quattro occasioni. Michael Schumacher si è imposto nella gara inaugurale, nel 2004, mentre Felipe Massa ha trionfato nel 2007 e nel 2008. Anche Fernando Alonso vanta una buona tradizione su questa pista, avendoci vinto con un altro team nel 2005 e nel 2006. Successivamente il pilota spagnolo si è assicurato proprio in Bahrain la sua prima vittoria al volante di una vettura del Cavallino Rampante, nell’edizione 2010. In quella stessa occasione, Massa completò una grande giornata per la Scuderia Ferrari conquistando la seconda posizione mentre nel 2007 il brasiliano conquistò anche una pole position.

Fa sempre piacere poter vantare un albo d’oro di tutto rispetto, ma parliamo pur sempre del passato. Tornando al presente, Domenicali conclude così la sua analisi in vista del Gran Premio del Bahrain 2013: “Se in questa stagione vogliamo raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siano prefissati, abbiamo bisogno che i nostri piloti possano esprimersi sempre al meglio. E’ positivo constatare che dopo le prime tre gare dall’anno sono entrambi nella top-5 della classifica di campionato, e il nostro obiettivo resta sempre quello di fornire a Fernando e Felipe una buona monoposto in ogni occasione. Sappiamo di dover dare il massimo e ce la metteremo tutta per garantire la migliore preparazione in vista di questa gara, cercando di mantenere l’onda positiva del recente weekend di Shanghai”.

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