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GP del Brasile – Così tanto vicino…

Interlagos, 25 novembre – La Scuderia Ferrari ha concluso il Campionato Costruttori al secondo posto, Fernando Alonso è secondo nella classifica Piloti e Felipe Massa è settimo. È in questo modo che la stagione 2012 sarà archiviata, ma questi numeri non spiegano certamente l’intensità di quest’ultimo weekend di gara della stagione. Fernando Alonso aveva affermato che una gara “movimentata” sarebbe stata la possibilità migliore per mettere le mani sul titolo Piloti: ed ecco quindi una pioggia intermittente, caduta per tutto il pomeriggio. Il pilota della Ferrari aveva anche ammesso che solo nell’eventualità Sebastian Vettel si fosse ritirato, ci sarebbero state possibilità di diventare campione, altrimenti sarebbe stato molto improbabile. Ha avuto ragione, perché, nonostante lo spagnolo abbia messo a segno l’ennesima prestazione superba, terminando la gara al secondo posto alle spalle del vincitore Jenson Button su McLaren, il pilota tedesco ha portato al traguardo la sua Red Bull al sesto posto, posizione sufficiente per assegnargli il terzo e consecutivo titolo Piloti. C’era un sacco di rosso sul podio di Interlagos, perché anche Felipe Massa è stato autore di un’altra bella prestazione con un terzo posto, in una gara dove il solo rimanere in pista era già un successo.

Cielo grigio, con solo poche, piccole gocce durante lo schieramento delle monoposto sulla griglia di partenza. Tuttavia, circa tre minuti prima del giro di ricognizione, arrivava quella che potremmo definire una leggerissima pioggia, anche se tutte e 24 le vetture montavano senza esitazione pneumatici slick. Appena le luci si spegnevano, Felipe aveva immediatamente la meglio su Button, piazzandosi secondo dietro al poleman Hamilton. Ma alla fine del primo giro, la McLaren riprendeva la seconda posizione mentre Alonso passava in un colpo solo sia il suo compagno di squadra sia Webber alla Senna “S”, mettendosi all’inseguimento delle due McLaren, con Felipe sesto dopo aver subito i sorpassi di Hulkenberg e Webber. Vettel, invece, andato in testacoda dopo una collisione con Senna, si ritrovava al 20esimo posto.

Al giro numero 5 Fernando andava lungo alla prima curva, permettendo così ad Hulkenberg di portarsi davanti e a Webber di avvicinarsi alla Ferrari. Felipe sorpassava poi l’australiano, proteggendo così il pilota spagnolo, che ristabiliva il suo passo gara. Testacoda di Webber al giro numero 7, una tornata dopo il sorpasso di Button sul suo compagno di squadra che lo portava così in testa della corsa. Vettel? Al giro 7 era risalito fino all’undicesimo posto, mentre le due McLaren continuavano a lottare, scambiandosi le posizioni di testa con Hamilton che ritornava davanti al giro 8. Alle loro spalle, terzo Hulkenberg con la Force India con un ritardo di 2,2 secondi, con Fernando a 5,5s al quarto posto e Felipe quinto a 3,4 dal compagno di squadra. Vettel intanto era risalito fino al sesto posto a 4 secondi dal pilota brasiliano.

Il giro numero 10 sia Hamilton sia Alonso si fermavano per montare gomme da pioggia intermedie, seguiti da Vettel e Di Resta. Due giri più tardi, la pioggia si era po’ calmata e Button comandava il gruppo davanti a Hulkenberg, con Hamilton terzo davanti a Felipe, che aveva Vergne sulla Toro Rosso subito dietro. Kovalainen su Caterham era passato dal ventesimo al sesto posto alle spalle di Fernando. Al 14esimo giro, lo spagnolo superava il compagno di squadra per il quarto posto. Fernando si trovava così a 17 secondi da Hamilton, con Button e Hulkenberg davanti che ancora dovevano rientrare ai box. Felipe e Vergne prendevano la via dei box per montare le Intermedie al 15esimo giro, con il brasiliano che scivolava al 14esimo posto una volta rientrato in pista.

Al giro 17, Hulkenberg era in scia del leader Button, unici due piloti ad essere riusciti a rimanere in pista con gomme slick fin dall’inizio. Al 18esimo passaggio i piloti si affrettavano a rimontare le slick, con Alonso, Kobayashi, Rosberg e Di Resta che rientravano ai box, mentre, al giro 19, Hulkenberg si portava davanti a Button al comando del Gran Premio. Vettel si fermava al giro successivo, con la Red Bull alle prese con un doppio stop dato che Webber rientrava subito dopo, così come Ricciardo, Raikkonen, Felipe, Glock, Kovalainen e Petrov.

Giro 21 e Hulkenberg faceva segnare il giro più veloce in pista mentre Fernando era quarto davanti a Vettel, con Felipe undicesimo all’ingresso in pista della Safety Car al 22esimo giro, per permettere la rimozione dei detriti in pista dopo la foratura accusata da Rosberg. Hulkenberg e Button rientravano finalmente ai box per un cambio gomme riuscendo a mantenere le loro posizioni in testa alla classifica. Al giro 26, con i doppiati che venivano autorizzati a passare la SC, sembrava ci fosse di nuovo pioggia alla curva 4. Giro 29 e la SC finalmente rientrava, con la gara che così ripartiva con tutte le prime undici vetture che montavano le slick su una pista bagnata! Vettel veniva sorpassato e scivolava in sesta posizione, mentre in testa, al 30esimo giro, Hulkenberg si allontanava e Hamilton passava ancora una volta il suo compagno di squadra. Fernando era quarto ma, dietro la Ferrari, Kobayashi si era portato davanti a Vettel. Il pilota della Sauber riusciva anche a sopravanzare lo spagnolo, con il ferrarista che però riguadagnava la posizione all’inizio del 33esimo giro. Felipe nel frattempo si era portato fino al settimo posto, passando poi Vettel e prendendosi il sesto al 34esimo giro. Felipe, che aveva perso molto terreno rimanendo in pista con le gomme slick, adesso stava recuperando con forza e al giro 37 si prendeva la quinta posizione su Kobayashi: il brasiliano era così a tre secondi dal suo compagno di squadra. Ancora una leggera pioggia cadeva al 43esimo giro, soprattutto nel primo settore. Le due Ferrari, a questo punto, facevano una corsa in solitaria, con Fernando 5,6 secondi dietro a Button, terzo, e Felipe alle sue spalle a 4,9s. Nel frattempo, Hamilton aveva relegato Hulkenberg alla seconda posizione, dopo che il pilota della Force India era stato autore di un mezzo testacoda al 49esimo giro.

Vettel rientrava ai box dalla settima posizione al giro 52, scivolando al decimo posto. Giro 55 e Hulkenberg provava ad attaccare Hamilton, provocando però una collisione alla curva 1. Con il peggioramento delle condizioni, Kobayashi, Schumacher e Vettel tornavano ai box per montare le gomme intermedie. Felipe faceva lo stesso al giro 55, così come Webber. I meccanici di Vettel non era pronti, con il tedesco costretto quindi a una lunga sosta. Fernando, terzo, si fermava per montare le Intermedie al giro 56, tornando in pista quarto. Button, in testa al Gran Premio, passava alle Intermedie al giro 57, seguito da Hulkenberg che, a differenza di Hamilton, era riuscito a continuare dopo la loro collisione. Grazie all’ottima scelta di tempo nel passare alle Intermedie, Felipe era terzo davanti a Fernando, con Vettel portatosi al settimo posto con il rientro di Di Resta ai box. Hulkenberg perdeva la sua posizione a causa di un drive through, al giro 58, per la sua collisione con la McLaren. Le Ferrari erano quindi seconda e terza, con il brasiliano davanti allo spagnolo, mentre la pioggia andava intensificandosi.

Al giro 62 dei 71 totali, Fernando superava il compagno di squadra, portandosi a 21 secondi dietro al leader Button. Da questo momento, l’inglese aveva un vantaggio “inattaccabile” e le speranze di Fernando per il titolo non potevano che dipendere da una “disavventura” di Vettel. Non accadeva niente, tranne un incidente nelle battute finali per Di Resta al volante della Force India, con l’ultima gara dell’anno che si concludeva così dietro la Safety Car.

I dati definitivi dicono questo: Vettel 281, Alonso 278: solo tre piccoli punti dopo 20 Gran Premi. Nella classifica Costruttori, un altro secondo posto: Red Bull Racing 460, Scuderia Ferrari 400.

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