Pat Fry, Stefano Domenicali

Fry: “La chiave sarà capire gli pneumatici”

Barcellona, 3 marzo – Sono passati in fretta i dodici giorni di test a disposizione della Scuderia Ferrari e delle altre dieci squadre tra il circuito di Jerez e quello di Barcellona. Sei giorni di prove con Felipe Massa, cinque con Fernando Alonso e uno con Pedro De La Rosa, praticamente in tutte le condizioni climatiche tranne forse in quelle che ci si aspetta di vedere a Melbourne il 17 Marzo. 1069 tornate dei due tracciati spagnoli, 3682 chilometri nell’ultime due sessioni sul Circuit de Catalunya e altri 1231 a Jerez, per un totale di 4913 chilometri. Questi i numeri che contano per il lavoro di analisi che hanno svolto i tecnici della Scuderia per comprendere il comportamento della F138, con particolare attenzione agli pneumatici, studiati per offrire maggiore spettacolo e di conseguenza il “brivido” dell’imprevedibilità.

È stato proprio su questo punto che Pat Fry, Direttore Tecnico della Scuderia Ferrari, si è soffermato maggiormente nell’analisi dell’ultimo mese: “A Melbourne tutte le squadre, compresa la nostra, avranno ancora molto da imparare sugli pneumatici. Le prestazioni e il degrado delle gomme saranno determinanti al fine di stabilire il livello di competitività. L’Albert Park è un circuito semi cittadino, è utilizzato poche volte durante l’anno e sarà quindi interessante vedere come si comporteranno gli pneumatici con delle temperature più calde.”

“In questi giorni ci siamo concentrati puramente sul nostro programma di lavoro” – ha proseguito Fry in riferimento allo stato attuale della competitività tra le squadre – “ci sono alcune vetture veloci ma onestamente la nostra attenzione è stata rivolta alle logiche di lavoro legate allo sviluppo della F138, raccogliendo il maggior numero di dati sulle novità che abbiamo introdotto, soprattutto nell’ultimo test. La cosa positiva è che le simulazioni sull’aerodinamica in galleria del vento, unitamente a quelle CFD, hanno dato i risultati che speravamo di vedere in pista. Non si può mai avere una correlazione al 100% ma questo è un segnale incoraggiante per gli sviluppi che vogliamo portare nelle prime gare, a partire da Melbourne.”

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