Fernando Alonso

Fry: “L’obiettivo è sfruttare al meglio la nuova monoposto”

Maranello, 9 aprile – Il Gran Premio della Cina festeggerà il prossimo weekend il suo decimo compleanno. Da quando nel 2004 la Formula 1 sbarcò per la prima volta nella grande nazione asiatica, il Gran Premio ha sempre avuto luogo nell’imponente Shanghai International Circuit. Una scelta, quella cinese, che si colloca alla perfezione nel progetto di ampliamento degli orizzonti che ha caratterizzato la Formula 1 degli ultimi anni, con l’obiettivo di cercare consensi nelle nazioni che vantano economie in forte espansione. La scelta della Cina è stata una delle più importanti, visto che si tratta della nazione con il secondo prodotto interno lordo al mondo. Nell’ultimo decennio la crescita del mercato automobilistico cinese è stata pari alla velocità di una Formula 1, diventando nel 2012 il secondo mercato mondiale per le vetture stradali prodotte dalla Ferrari, con poco meno di 800 vetture esportate nella Grande Cina (che include le regioni di Hong Kong, Macao e Taiwan), delle quali 500 destinate alla sola Cina. Parallelamente allo sviluppo del mercato automobilistico, anche il Motorsport si sta progressivamente espandendo in tutta l’area cinese e lo stesso circuito di Shanghai è ormai tappa fissa del campionato monomarca Ferrari Challenge Asia-Pacifico. Finora il Gran Premio dlla Cina non ha ancora fatto registrare il tutto-esaurito in termini di affluenza di pubblico, una condizione che sarà difficile incentivare fino a quando non ci sarà un pilota cinese sulla griglia di partenza. Anche su questo fronte la Casa di Maranello sta contribuendo alla promozione dello sport motoristico, coinvolgendo la Ferrari Driver Academy in un progetto a stretto contatto con la Federazione Automobilistica Cinese per la crescita dei giovani piloti locali.

Nella scorsa edizione del Gran Premio della Cina, al termine di una gara caratterizzata da una strategia con tre pit-stop, Fernando Alonso riuscì a conquistare la nona posizione con la poco competitiva F2012. Felipe Massa si classificò tredicesimo al termine di una corsa impostata su una strategia a due soste. Dodici mesi dopo il pilota brasiliano ha preparato la valigia per la trasferta cinese con uno stato d’animo molto più ottimista. “Anche se abbiamo disputato solo due gare – spiega Felipe – l’inizio di questo campionato ha evidenziato una competitività maggiore rispetto allo scorso anno. Vuol dire che il lavoro che abbiamo fatto durante l’inverno sulla F138 ha dato i frutti sperati. Credo che la monoposto abbia ampi margini di sviluppo. Ho sempre una grande voglia di lottare per la vittoria, e anche se nelle prime due gare non tutto ha funzionato alla perfezione, abbiamo avuto dei riscontri incoraggianti, ad iniziare da un ritmo di gara molto buono”. Dopo due gare può essere ancora prematuro tracciare un identikit dei valori in campo. “L’idea che mi sono fatto – conferma Felipe – è che ci sono più di due squadre in grado di lottare sia per le singole vittorie che per il campionato e in questo gruppo ci siamo anche noi. Mi rende ottimista vedere che ogni volta che scendiamo in pista i riscontri rispecchiano le aspettative maturate sia in galleria del vento che nelle simulazioni. A Melbourne credo che la monoposto avesse un potenziale da assoluto, e anche in Malesia, nonostante la lunga serie di imprevisti che hanno condizionato la gara, se vediamo i tempi sul giro emerge che la vettura era molto competitiva”.

Nella pausa concessa dal calendario 2013 dopo il Gran Premio di Malesia, Massa, insieme ad Alonso, ha trascorso del tempo a Maranello per preparare al meglio la prossima trasferta a Shanghai. Un lavoro che ha reso Felipe molto fiducioso: “Credo che tutta la squadra si sia preparata molto bene in vista del prossimo Gran Premio – rivela Felipe – riusciremo ad avere a disposizione tutti gli aggiornamenti che avevamo pianificato di portare a Shanghai dopo il lavoro fatto al simulatore la scorsa settimana. Spero che questo sforzo si traduca in un miglioramento delle prestazioni come ci aspettiamo che sia. Quella di Shanghai è una pista molto bella, con una grande varietà di curve e un rettilineo molto lungo dove si raggiungono velocità elevate. Una configurazione che non perdona nulla, e che premia una monoposto efficiente sia nelle zone veloci che nelle curve dove è necessario avere un buon carico aerodinamico. E’ anche una pista dove si è sempre registrato un forte degrado degli pneumatici, soprattutto anteriori, quindi saranno le strategie di gara che giocheranno un ruolo molto importante ai fini del risultato finale”. Massa non nasconde delle aspettative ambiziose in vista della terza prova stagionale: “L’obiettivo non è solo quello di guadagnare dei punti, ma di riuscire a salire sul podio, magari sul gradino più alto. La stagione è iniziata nella giusta direzione ed è giusto avere traguardi ambiziosi”.

L’ottimismo è una delle componenti caratteriali tipiche dei piloti, e non c’è da sorprendersi se emerge un atteggiamento più prudente quando a rispondere alle stesse domande poste a Massa è il Direttore Tecnico Pat Fry. “Nelle prime due gare abbiamo dimostrato un buon ritmo di gara con tutti le tipologie di pneumatici – spiega l’ingegnere britannico – mentre in qualifica la performance non è ancora ottimale, ed è su questo fronte che abbiamo investito molto tempo e lavoro. Finora ci siamo concentrati molto sui long-run, anche se quest’anno non sono sempre lunghi come in precedenza a causa dell’elevato numero di pit-stop previsto durante le gare. La performance in qualifica non è stata messa da parte, ma sappiamo che c’è ancora molto margine di miglioramento in questa direzione. Ci sono ancora aspetti che dobbiamo capire della nuova monoposto e cercheremo di tirare fuori il meglio che questa vettura può dare. L’aspetto cruciale sarà quello di riuscire a programmare il nostro piano di sviluppo con tempi più veloci rispetto alle squadre concorrenti. Si tratta di pianificare un’attività che andrà avanti fino alla fine del campionato, e l’obiettivo è quello di avere almeno la stessa reattività che abbiamo avuto nel 2012. Fino ad ora abbiamo lavorato bene in tutti i settori, dalla progettazione alla produzione, focalizzandoci su come introdurre nuove componenti sulla macchina in linea con quanto fatto lo scorso anno. Tra le note positive c’è anche da sottolineare che oggi la nostra correlazione sul fronte aerodinamico è migliore rispetto a quella che avevamo lo scorso anno”.

Fry resta prudente anche quando gli viene chiesto di valutare le chance della F138 nel Gran Premio della Cina. “Il circuito di Shanghai è un mix di curve molto differenti tra loro e un rettilineo di ben 1,2 chilometri. Sarà una pista che si sposerà bene con la nostra monoposto? E’ presto per dirlo, le incognite sono molte per fare una valutazione oggettiva. Per fare un esempio, in questo weekend useremo per la prima volte le gomme Pirelli a mescola Soft, unitamente a quelle Medium. Credo che avremo un quadro più chiaro al termine di questo weekend, quando disporremo dei riferimenti con tutti i tipi di pneumatici che è possibile utilizzare nell’arco della stagione. Sotto questo aspetto la tappa di Shanghai sarà una weekend in cui tutti i team vedranno nuovi riscontri per la prima volta, ma non sono preoccupato visto che rispetto ad altre squadre il nostro ritmo di gara con tutte le mescole provate finora non è stato male”.

La Scuderia Ferrari è stata la prima squadra a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Gran Premio della Cina, grazie al successo ottenuto nel 2004 da Rubens Barrichello. La squadra del Cavallino ha conquistato a Shanghai altre due vittorie, con Michael Schumacher nel 2006 e Kimi Raikkonen nel 2007. Il palmeres ‘cinese’ dei nostri attuali piloti vede Fernando Alonso vincitore nel 2005, ma non al volante di una ‘rossa’. Lo spagnolo può vantare anche due pole position e due piazzamenti sul podio. Il miglior risultato ottenuto a Shanghai da Felipe Massa è stato il secondo posto conquistato nel 2008.

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