Gran Premio di Abu Dhabi – I supplenti

GP di Abu Dhabi – I supplenti

Maranello, 29 ottobre – Arriveranno entrambi nel paddock di Yas Marina indossando come sempre l’uniforme della Scuderia Ferrari, e prenderanno parte ad un intenso programma che ne prevede la presenza ai briefing tecnici oltre ad incontri con ospiti e media. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare non stiamo parlando di Felipe Massa e Fernando Alonso, ma di Marc Gené e Pedro de la Rosa. Il loro lavoro durante i weekend di gara è molto simile a quello dei piloti titolari, fatta eccezione per l’attività di pista. Un’eventualità che potrebbe concretizzarsi solo se un pilota titolare fosse impossibilitato a svolgere il suo compito.

Marc Gené e Pedro de la Rosa rivestono un ruolo molto importante all’interno della squadra, poco visibile ai più, quasi come la punta di un iceberg. “Il mio ruolo è quello di test-driver, così come quello di Pedro, anche se tra i nostri compiti ci sono alcune differenze” spiega Marc. “Oltre a prendere parte a tutti i meeting che si svolgono nei weekend di gara, collaboro anche con altri dipartimenti dell’azienda, come Corse Clienti. Accanto a questa attività affianco il ruolo di opinionista per la Italia. In più partecipo a molti eventi promozionali organizzati dalla Ferrari per i maggiori mercati mondiali, in particolare dove è previsto uno show con una monoposto di Formula 1”.

“Anche il mio ruolo è quello di collaudatore, e sono presente a tutte le gare del mondiale” prosegue Pedro. “Se uno dei due piloti titolari fosse impossibilitato a scendere in pista, io devo essere pronto a sostituirlo al volante della monoposto. Ma al di là di questo, credo che il maggior contributo che offro alla squadra sia quando torno Maranello, dove insieme ad Andrea Bertolini e Davide Rigon lavoro per sviluppare il simulatore, la F138 e anche la vettura che scenderà in pista nel prossimo mondiale.”

Questa settimana Gené e De la Rosa lavoreranno con la squadra corse ad Abu Dhabi, sull’affascinante circuito di Yas Marina, tracciato sul quale Pedro ha già corso in Formula 1 totalizzando 5,554 km percorsi. “Quella di Yas Marina è una pista che mi piace molto” conferma con entusiasmo il pilota spagnolo, che annovera un attivo di centosette Gran Premi. “E’ un bel tracciato, con una superfice molto regolare, che consente di avere un set-up molto basso sull’anteriore della monoposto. La regolarità dell’asfalto facilita il lavoro degli pneumatici, anche se a volte può diventare difficile raggiungere in fretta la temperatura ideale per il loro funzionamento. I primi due settori del tracciato sono molto simili. Ci sono due tratti dove si raggiungono velocità di punta molto elevate, a cui seguono frenate molto brusche che precedono le chicane. Credo che in questa zona della pista la F138 potrà esprimersi al meglio. Poi si entra nel terzo settore, dove ci sono curve che si percorrono a bassa velocità e che richiedono un elevato carico aerodinamico. La gara prenderà il via alle 17:00, con la luce solare, poi giro dopo giro il tramonto renderà necessario il funzionamento dell’impianto di illuminazione artificiale: in quel momento i piloti inizieranno ad utilizzare delle apposite pellicole a strappo poste sulla visiera, che adattano la visibilità alle mutevoli condizioni di luce”.

Nelle parole di Gené, che nella sua carriera in Formula 1 ha disputato trentasei Gran Premi e può vantare nel suo curriculum un prestigioso successo nella 24 Ore di Le Mans, la conferma del grande fascino del Gran Premio di Abu Dhabi. “Yas Marina è un progetto che rispecchia gli standard dell’architetto Hermann Tilke, ovvero un mix molto ampio di diversi elementi” conferma il pilota spagnolo. “Il primo settore è caratterizzato da alcune curve molto veloci che dovrebbero adattarsi bene alla nostra monoposto, ed anche nel secondo settore, dove ci sono due rettilinei molto lunghi, mi aspetto buoni riscontri dalla F138. L’ ultimo settore per noi sarà quello che presenterà le maggiori difficoltà, poiché richiede una buona trazione. Questa parte della pista è quella che gli appassionati ricordano meglio, perché il circuito passa sotto il grande Hotel racchiuso nella struttura di Yas Marina, elemento del tutto originale. Tra le caratteristiche più note di questa parte del tracciato c’è anche una rumorosità estremamente elevata”.

Gené e De la Rosa hanno raggiunto un buon affiatamento, lavorando insieme gara dopo gara, diventando una vera ‘coppia’ quando di tratta di rispondere alle domande poste nelle frequenti interviste. Abbiamo chiesto che ricordi hanno del loro primo test al volante di una monoposto di Formula 1 del Cavallino Rampante, e Marc è stato il primo a voler rispondere. “Ho avuto questa opportunità molto prima di Pedro, anche se sono molto più giovane di lui. Il primo test l’ho svolto al termine della stagione 2004. Quell’anno avevamo avuto a disposizione una macchina fantastica, forse la miglior monoposto nella storia della Formula 1. Il test è avvenuto sul circuito di Barcellona, sulla mia pista di casa, e penso che non avrei potuto chiedere di più. Guidare la monoposto Campione del Mondo sul mio circuito, una cosa che non dimenticherò mai”.

“Come ricordato da Marc, ho avuto la possibilità di provare una monoposto della Scuderia solo recentemente, ma… per rispondere al mio collega, quello che conta non è l’età anagrafica, ma quanti anni si dimostrano!” scherza Pedro. “Il mio primo test con la Ferrari è avvenuto sul circuito di Jerez lo scorso mese di febbraio, ed ovviamente è stata una giornata che non dimenticherò. Non è stato un test facile, perché nel giro di installazione sulla vettura c’è stato un principio d’incendio, e questo ci ha fatto perdere metà giornata. I meccanici hanno fatto un lavoro fantastico per ripristinare tutte le componenti danneggiate e siamo riusciti a completare una cinquantina di giri. Posso dire che il mio battesimo con la Ferrari è stato davvero di fuoco! Ricordo le prime impressioni, soprattutto la sensazione di una trazione incredibile della vettura. In precedenza avevo guidato solo Formula 1 poco competitive, e i riferimenti erano completamente diversi. Posso dire che sotto molti punti di vista per me è stato quasi uno shock provare una monoposto di questo livello. Ho toccato con mano cosa vuol dire salire una Ferrari, compresa la pressione che avevo prima di quella prova, anche se si è trattato solo di un test. Ho capito che quando guidi una Ferrari hai solo un obiettivo: vincere.”

Tornando all’attualità del prossimo Gran Premio, c’è una partita molto importante ancora in corso: la volata per la seconda posizione nella classifica riservata ai Costruttori. Una graduatoria che al momento vede la Mercedes precedere la Scuderia di soli quattro punti. “Credo che ad Abu Dhabi vedremo una bella battaglia alle spalle della Red Bull, un confronto nel quale la Ferrari ha tutto per puntare al podio” spiega Gené. “La qualifica è il nostro punto debole, ma se saremo in grado di piazzarci sulla seconda fila dello schieramento, per noi sarebbe come ottenere una pole! Se l’esito delle qualifiche sarà positivo sono certo che potremo ambire al podio, con buone possibilità di stare davanti alle nostre concorrenti dirette, Mercedes e Lotus.”

Sul risultato finale peserà ovviamente la capacità di interpretare al meglio il funzionamento degli pneumatici, la cui scelta sul fronte per questa gara è identica a quella utilizzata lo scorso weekend nel Gran Premio dell’India. “La Pirelli porterà anche ad Abu Dhabi le mescole Medium e Soft, la scelta più affidabile” conferma Gené. “Si tratta della combinazione che abbiamo visto con maggior frequenza in questa stagione. Servono però delle verifiche sul campo, perché può accadere, come abbiamo visto lo scorso weekend in India, che la mescola Soft abbia una durata molto ridotta”.

“Passando al fronte delle strategie, non credo che a Yas Marina saranno così determinanti” spiega Pedro. “Gli ingegneri dovranno studiare l’evoluzione della pista nel corso del weekend, non solo valutando il processo di ‘gommatura’ ma anche cercando di prevedere l’abbassamento di temperatura che ci registrerà con il tramonto del sole, nel corso della gara. E’ un parametro che potrebbe influenzare anche la scelta delle mescole. Stranamente le gomme Medium lavorano meglio con le basse temperature, mentre le Soft si adattano meglio alle alte, quindi mi aspetto che nella fase ‘notturna’ del Gran Premio la mescola più dura potrebbe funzionare meglio.”


Altre