James Allison

GP d’Italia – Gran finale europeo ad alta velocità

Maranello, 2 settembre – L’ultimo appuntamento europeo del Mondiale di Formula 1 si svolge su una delle piste più storiche, evocative e ricche di atmosfera del calendario: l’Autodromo di Monza. Per sintetizzare questa gara con una parola, basta dire “velocità”. In occasione della corsa di casa della Scuderia Ferrari, le tribune saranno come sempre occupate da un mare di tifosi in rosso, ma non è necessario essere un tifoso del Cavallino Rampante o un italiano per godersi la magia di Monza. Ben prima di arrivare a Maranello, il britannico James Allison, attuale Direttore Tecnico della Scuderia Ferrari, a Monza ci ha trascorso addirittura la luna di miele mentre lavorava al Gran Premio d’Italia del 1992!

Mettendo da parte gli affari di cuore, Allison e il suo gruppo di ingegneri stanno lavorando duramente per fare in modo che la stessa competitività riscontrata nel Gran Premio del Belgio possa vedersi nuovamente in questo fine settimana. “Spa e Monza hanno entrambe caratteristiche che, forse, non mettono in evidenza i lati migliori della nostra vettura, e per questo ci siamo avvicinati al weekend di Spa con un po’ di trepidazione” – ha speigato Allison. “Quella di Spa è una pista sulla quale la potenza del motore ha una grande importanza ma dove anche l’aerodinamica viene messa molto in risalto. In Belgio, tuttavia, la F14 T si è comportata dignitosamente. Ci sono alcune differenze tra Spa e Monza ma le caratteristiche delle due piste sono tali da farci pensare di poter vedere a Monza una competitività simile a quella mostrata a Spa: speriamo quindi di poter disputare un altro fine settimana dignitoso, prima di andare incontro al resto della stagione su piste che dovrebbero adattarsi meglio alla nostra vettura”.

Le differenze tra Spa e Monza cui fa riferimento Allison riguardano fondamentalmente i rettilinei più lunghi e il minor numero di curve da alta velocità presenti sulla pista italiana. “Questo significa che è estremamente importante ottimizzare l’assetto della vettura per approfittare al massimo dei lunghi rettilinei: bisogna usare il minor livello possibile di carico aerodinamico per ridurre al massimo la resistenza all’avanzamento e ottenere così le velocità di punta più elevate” – continua Allison – “Ma ottenere buone velocità significa anche dover frenare di più per le curve: per questo motivo è fondamentale avere un assetto e un grip meccanico che possano agevolare la stabilità in frenata e allo stesso modo aiutare ad affrontare la sequenza di curve che collegano i lunghi rettilinei del circuito”.

Le alte velocità che caratterizzano questo fine settimana mettono sotto la lente di ingrandimento sia la potenza della Power Unit che l’efficienza aerodinamica. Oltre all’affidabilità, come sempre necessaria, il controllo del carburante, la gestione e il consumo dell’energia rappresenteranno una sfida interessante per gli ingegneri e gli strateghi. Per quanto riguarda la strategia di gara, il gran numero di secondi che si perdono ai box fa sì che la tattica ad una sosta, con il passaggio dalle gomme Pirelli Medium alle Hard, sia di gran lunga la più probabile.

Il fatto, poi, che la gara di domenica sarà la più corta dell’anno in termini di tempo, non significa certamente che sia la più facile: “Non bisogna commettere l’errore di pensare che la lunghezza inferiore, o anche il minor numero di curve, rendano più semplice questa gara per i piloti” – dice Allison – “Gestire vetture con ali più piccole e un assetto più scarico nelle curve e nelle chicane di Monza è tutt’altro che facile”. Parlando poi dei piloti, Allison va subito al cuore di quanto visto a Spa: “Fernando ha dato vita alla sua solita straordinaria performance nell’arco dell’intero weekend e Kimi ha disputato un’ottima gara, ottenendo un buon risultato finale. Continuiamo a migliorare la nostra vettura e questi progressi si iniziano a notare nelle prestazioni dei nostri due piloti. È qualcosa che nell’ultima parte di stagione speriamo di continuare a vedere gara dopo gara”.

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