Fernando Alonso

GP d’Italia – Un magnifico Alonso a Monza

Monza, 8 settembre – La tradizionale invasione di pista ha colorato di rosso il tracciato di Monza, con gli appassionati accorsi ai piedi del famoso podio alla conclusione del Gran Premio. E sebbene fossero tre i piloti sul podio, l’unico nome scandito ad alta voce era quello di Fernando Alonso. Il pilota ferrarista è stato autore di un’altra magnifica prestazione, conquistando il secondo posto alle spalle dell’apparentemente inarrestabile Sebastian Vettel, che quest’oggi ha colto il sesto successo della stagione con la Red Bull. Insieme a loro, sul terzo gradino, il compagno di squadra del tedesco, Mark Webber. Al volante dell’altra F138, Felipe ha concluso la gara nella stessa posizione che aveva al via, ovvero al quarto posto, portando a casa punti importanti per la squadra. Il bottino di 30 punti conquistato, infatti, promuove il Cavallino Rampante in seconda posizione, davanti alla Mercedes. All’inizio di questo week-end di gara, Alonso si era posto due obiettivi per poter rimanere in lotta per il Mondiale Piloti: arrivare sul podio e finire davanti a Vettel. Oggi solo uno dei due è stato centrato, ma ci sono stati incoraggianti segnali di ripresa in termini di prestazioni generali: l’appuntamento di Singapore tra due settimane, quindi, sarà il vero banco di prova per capire dove si trova la Ferrari.

Allo spegnersi del semaforo rosso, Vettel manteneva la prima posizione, con Webber al suo fianco. Ma entrambe le Ferrari prima si portavano all’interno, e, alla prima curva, Felipe aveva poi la meglio per la seconda posizione sull’australiano. Partito undicesimo, Raikkonen era costretto a fermarsi ai box per cambiare il musetto della sua Lotus in seguito a una collisione nel primo giro. Alla terza tornata, Fernando era autore di un fantastico sorpasso su Webber alla Variante della Roggia, conquistando così la terza posizione, e si metteva all’inseguimento del compagno di squadra. Vettel, nel frattempo, comandava la gara con un vantaggio di 3,6 secondi sulle Ferrari, con Alonso che superava Felipe all’ottavo giro.

Dopo dieci passaggi, la classifica vedeva Vettel in testa con un vantaggio di 5,2 secondi su Fernando, che precedeva il compagno di squadra di 1,3 secondi, mentre al volante dell’altra Red Bull Webber era a 7 decimi di distacco dal pilota brasiliano. Quinto Hulkenberg con la Sauber, seguito da Rosberg (Mercedes,) Ricciardo (Toro Rosso,) Perez (McLaren,) Vergne (Toro Rosso) e infine Button al volante della McLaren a completare le prime dieci posizioni. Fernando veniva informato via radio dal muretto box che la Red Bull era preoccupata per un problema alla gomma anteriore destra di Vettel, probabilmente a causa di un bloccaggio alla prima curva dopo il via. Al 13esimo giro, invece, Hamilton era costretto a un cambio gomme per una foratura. Nel frattempo Felipe iniziava a essere sotto pressione da parte di Webber: al 19esimo passaggio, l’australiano spingeva al massimo il ferrarista. Al 23esimo giro Ricciardo rientrava ai box per il cambio gomme dalla settima posizione, mentre nel passaggio successivo toccava a entrambi i piloti Red Bull: Alonso, quindi, ereditava momentaneamente la leadership della corsa, con Massa e Hulkenberg che visitavano insieme la pit lane alla 25esima tornata. Un momento chiave della gara, con Webber che in questo frangente riusciva a portarsi davanti al pilota brasiliano. La Scuderia attendeva fino al giro 28 per far rientrare ai box Fernando e montargli gomme Hard e, quando il balletto dei pit-stop era concluso, Vettel era nuovamente in prima posizione, davanti al pilota spagnolo, con i rispettivi compagni di squadra in terza e quarta posizione.

Sebbene le prime quattro posizioni non cambieranno fino alla bandiera a sacchi, la gara riserverà comunque emozioni per gli appassionati. Al 31esimo passaggio Hamilton recuperava posizioni in classifica, superando il compagno di squadra Rosberg e poi mettendosi alla caccia di Hulkenberg, su cui avrà la meglio al giro 34 per la quinta posizione. Webber, intanto, gradualmente recuperava terreno su Fernando, con i due a distanza ravvicinata al giro 39. L’australiano aveva portato il suo distacco al di sotto del secondo, potendo così fare affidamento sull’impiego del DRS per tentare una manovra di sorpasso, ma il ferrarista, combattendo, nel giro successivo aumentava il divario di un paio di decimi.

A dieci giri dalla conclusione, Vettel comandava la corsa con un vantaggio di 12,2 secondi su Alonso, con Webber a soli sei decimi dal pilota spagnolo, anche se l’australiano veniva avvertito da box di fare attenzione al proprio cambio. Felipe, a 2,2 secondi dalla Red Bull, precedeva di 4,7 secondi la Sauber di Hulkenberg, impegnato in una bella battaglia con il connazionale tedesco Rosberg. Settimo Ricciardo, con Button, Grosjean e Perez a completare le prime dieci posizioni. Cambiamento in classifica al giro 45, con Grosjean che riusciva a portare la sua Lotus davanti alla McLaren di Button. In queste battute finali, le emozioni maggiori arrivavano dalla battaglia per un modesto undicesimo posto tra due ex Campioni del Mondo, ovvero Raikkonen e Hamilton, con l’inglese che tentava in tutto i modi di passare il finlandese, affiancandolo e portandosi anche davanti nella prima parte della prima chicane, ma non riuscendo a chiudere la manovra. Ma alla fine Hamilton aveva la meglio, superando successivamente anche Button. Hamilton e Raikkonen, comunque, sono probabilmente consapevoli che le rispettive speranze iridate per questa stagione sono ormai quasi svanite.

La cerimonia del podio di Monza è sempre un evento, oltre a essere un modo speciale per salutare il “girone” europeo della stagione fino al prossimo anno. Questa volta è stato ancora più speciale, in modo particolare per i tifosi Ferrari, perché la presentazione e le interviste con i primi tre classificati sono state condotte da due grandi ferraristi: il sempre popolare Jean Alesi e il grande John Surtees, vincitore a Monza nel 1964, anno del Titoli Piloti conquistato al volante di una Ferrari.

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