La logica di una scelta – Prima parte

La logica di una scelta – Prima parte

Maranello, 25 settembre – Basta poco per passare da essere definito un genio o uno scemo, non soltanto dal punto di vista acustico. Quando si fa una scelta strategica in pochi secondi durante una corsa di Formula 1 si devono tener presenti un numero incredibile di parametri se ci si vuole avvicinare il più possibile ad uno scenario verosimile. Per farlo ci vogliono uomini (o donne, indifferente…) bravi, freddi e determinati e strumenti hardware e software all’avanguardia. Poi, l’imponderabile – sotto le sembianze di una foratura, uno scroscio di pioggia, una neutralizzazione o qualsiasi altro evento imprevedibile – è sempre in agguato, pronto a far diventare in un attimo un genio in uno scemo o viceversa.

A Singapore domenica sera il muretto Ferrari ha fatto la scelta giusta, non solo richiamando Fernando Alonso e Felipe Massa ai box per cambiare pneumatici al momento della neutralizzazione ma anche diversificando il tipo di gomme montate sulle due vetture – Medium per lo spagnolo, Supersoft per il brasiliano – coprendo così entrambi gli scenari legati al rendimento e alla durata delle due mescole. Dietro quella decisione non c’è peraltro soltanto il lavoro degli ingegneri al muretto o in pista ma anche quello delle persone che, a Maranello, vivono tutto il weekend di gara esattamente come se fossero in pista restando però all’interno di una sala denominata “Remote garage”.

Per saperne di più su come nascono le strategie abbiamo incontrato Neil Martin, l’ingegnere che, dal gennaio 2011, ha la responsabilità del reparto Sviluppo Strategie Operazioni. Questa è la prima parte dell’intervista: la seconda sarà pubblicata domani.

“Una settimana prima dell’evento viene definita un’analisi preliminare con l’obiettivo di definire uno scenario e di avere una previsione dello svolgimento della gara” – dice Martin – “Di norma ci sono una o due strategie per così dire papabili. Poi, al termine delle prime due sessioni di prove libere aggiorniamo il nostro scenario con le informazioni sul comportamento della nostra vettura e su quelle dei concorrenti, non soltanto in vista della gara ma anche delle qualifiche. Il venerdì effettuiamo anche molte simulazioni per determinare come gli altri affronteranno la corsa basandosi sui loro punti di forza”.

Si arriva così al sabato. “Già, si comincia cercando di analizzare in fretta i dati della terza sessione di prove libere, anche perché bisogna definire il tempo prevedibile per il taglio in Q1 e in Q2, che poi va aggiustato durante la sessione del pomeriggio anche in base alla reale evoluzione delle condizioni della pista e del meteo. Dopo le qualifiche, una volta conosciuta la posizione sulla griglia di partenza, torniamo a far girare le nostre simulazioni per capire quale possano essere le posizioni in linea col nostro potenziale e quale debba essere il nostro profilo di rischio. Si analizzano i possibili scenari del traffico e si vagliano diverse opzioni strategiche. Un meeting specificamente dedicato alla strategia viene tenuto in pista il sabato sera e poi la domenica mattina si finalizzano i programmi e le diverse opzioni insieme ai piloti per essere sicuri che tutti sappiano che cosa bisogna fare e quali siano i risultati che, verosimilmente ci possiamo aspettare”.

Si parla tanto di cifre, di scenari, di opzioni: ma i numeri dicono sempre la verità o l’istinto a volte prevale? Nel dare questa risposta un ingegnere di formazione matematica come Neil è, ovviamente, piuttosto netto: “All’inizio, quando ero il giovane che giocava coi numeri, persone con anni d’esperienza che sedevano o sul muretto o ai vertici della squadra, erano pronte a citare criteri secondo cui in una data pista e in date condizioni i nuovi metodi erano destinati a fallire. Eventi atipici, per definizione, accadono di quando in quando e sono questi che tendono ad essere ricordati meglio, soprattutto se hanno determinato un cattivo risultato. A forza di ripetere che se avessimo preso le decisioni strategiche seguendo le loro idee i risultati sarebbero stati di un certo tipo – e avendo verificato che le previsioni il più delle volte erano giuste – allora anche certe persone sono tornate sui loro passi. Diciamo che un certo livello di scetticismo è sempre positivo perché serve a tenerci sempre in campana e in tensione ma una logica imperfetta raramente sciupa il mio tempo oggigiorno. Poi è chiaro che ci sono degli eventi imponderabili che rendono vane le migliori previsioni e le scelte più azzeccate”.

Ci si chiede spesso quale sia la quantità di dati necessaria per avere un buon modello di simulazione delle strategie e quanti sensori siano necessari per raccoglierli: “Dipende dal livello cui vuoi arrivare in termini di accuratezza” – spiega Neil – “In teoria, cosa che forse può essere sorprendente, bastano pochi dati da raccogliere in tempo reale per cavartela: il tuo tempo sul giro e quelli della concorrenza. Poi, se si hanno i tempi di ognuno dei tre settori in cui viene suddiviso un tracciato allora il risultato è più affidabile. Se si considera anche un GPS a 5 HZ per tutte le vetture allora si arriva ad avere un Mb di dati per ogni giro delle vetture della concorrenza , cui si aggiungono i dati, ovviamente più dettagliati, della tua macchina per un totale di circa 10 Mb per vettura per giro”.

Come tutti coloro che lavorano per una squadra come la Ferrari l’unico risultato che può soddisfare è la vittoria: esiste però una soddisfazione speciale per chi lavora in questo settore al di là della prima posizione in gara? “Beh, ovviamente la doppietta ma non credo sia la risposta che ci si aspetta! Scherzi a parte, ho vissuto nel mondo dell’automobilismo sportivo per 19 anni e il mio umore la domenica pomeriggio è ormai irrimediabilmente influenzato dalla prestazione in pista. Peraltro, sapere di aver lavorato nella maniera migliore come squadra per tutto un fine settimana è altrettanto importante. Fornire informazioni chiare, accurate e tempestive sulla situazione, sulle possibili scelte e sui rischi, permettendo di prendere le migliori decisioni possibili: questo vuol dire far bene il nostro lavoro”.

Un giorno speciale

Un giorno speciale

Maranello, 23 ottobre – E’ stato un giorno speciale per due trentenni italiani, grandi tifosi della Scuderia Ferrari ma non certo inclini a risparmiarle…
La logica di una scelta – Seconda parte

La logica di una scelta – Seconda parte

Maranello, 27 settembre – Ieri abbiamo pubblicato la prima parte dell’intervista con Neil Martin, in cui il responsabile del reparto Sviluppo Strategie Operazioni ci…
Altre