La primavera di Maranello

La primavera di Maranello

Maranello, 13 maggio – Finalmente è arrivata la primavera a Maranello! Non è soltanto una constatazione meteorologica dettata dallo splendido sole che ha accompagnato la tradizionale cerimonia di collocamento di una nuova bandiera Ferrari – se ne aggiunge una ad ogni vittoria – sulla portineria d’ingresso della Scuderia Ferrari ma, soprattutto, la realizzazione che questa del 2013 si avvia ad essere la miglior primavera dell’ultimo quinquennio.

Era dal 2008 che la Scuderia non otteneva due successi e altrettanti piazzamenti sul podio nelle prime cinque gare: allora furono addirittura quattro, due ciascuno per Raikkonen (Malesia e Spagna) e Massa (Bahrain e Turchia). I 117 punti conquistati nel 2013 rappresentano il miglior bottino degli ultimi cinque anni ma ciò che più conforta i ferraristi – dal Presidente Montezemolo a tutti i tifosi – è la competitività dimostrata sin dalla prima gara, considerato che anche nei Gran Premi dove i risultati sono stati inferiori alle attese – Malesia e Bahrain – c’era il potenziale per lottare per le primissime posizioni.

Nulla di tutto questo fa però illudere la Scuderia, come ha sottolineato a ferrari.com il Team Principal Stefano Domenicali: “Non è più tempo di festeggiamenti: giusto essersi goduti i bei momenti di ieri, che danno carica, ma se vogliamo lottare per l’obiettivo che ci siamo prefissati all’inizio dell’anno dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa”.

“Siamo latini ed è facile farci condizionare, in positivo e in negativo, da vittorie e sconfitte ma noi dobbiamo rimanere tranquilli e concentrati” – ha proseguito – “La cosa più importante del fine settimana di Barcellona e aver visto una squadra coesa, motivata e fiduciosa del suo potenziale: la chiave di lettura per interpretare il risultato di ieri è stata proprio la convinzione nei propri mezzi che tutti hanno mostrato sin dall’inizio. Mi ha fatto molto piacere poi vedere che le nostre simulazioni strategiche sono state interamente confermate dalla realtà della pista: è un fattore che dà solidità alle nostre scelte future”.

Domenicali è troppo vecchio del mestiere per non sapere che, così come una rondine non fa primavera, due successi non fanno mondiale. Le cose in Formula 1 cambiano talmente in fretta che non ci si può rilassare un secondo: “Da qui alla fine di giugno ci aspettano tre piste molto diverse fra loro, dove i valori in campo potrebbero mutare anche in base agli sviluppi che tutti porteranno in pista” – ha detto – “Noi dovremo fare le scelte giuste, senza entrare in quella che definisco ansia da prestazione, cioè la voglia di strafare, perdendo così la giusta direzione. Dovremo cercare il giusto compromesso fra la sperimentazione di nuove soluzioni e la gestione degli pneumatici che, come abbiamo visto, è decisiva. Infine, bisognerà spingere tantissimo sullo sviluppo tenendo presente che, nei prossimi mesi, diverse squadre potrebbero decidere di concentrarsi totalmente sul progetto 2014: quest’anno come non mai sarà un fattore importantissimo”.

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