Giancarlo Martini

La scomparsa di Martini

Maranello, 26 marzo – Non sono stati tanti i piloti che hanno potuto correre con una Ferrari di Formula 1 senza essere stati parte della Scuderia di Maranello. Se negli anni Cinquanta era normale che dei privati potessero acquistare una monoposto e corrervi, questa consuetudine diventò via via sempre più rara. Negli anni Settanta questa possibilità toccò ad un giovane e talentuoso pilota italiano, Giancarlo Martini, scomparso oggi all’età di 66 anni. Martini si iscrisse nel 1976 a due appuntamenti classici del calendario della Formula 1 dell’epoca – la Corsa dei Campioni di Brands Hatch e il Graham Hill Trophy di Silverstone, non validi per il Campionato del Mondo – guidando la 312 T che aveva vinto i titoli iridati Piloti e Costruttori l’anno precedente. La vettura era stata data da Enzo Ferrari ad un giovane ricco di idee e di coraggio che voleva affermarsi nel mondo delle corse: Giancarlo Minardi. Fu proprio dalla Everest che nacque, nel 1980, l’omonima squadra, destinata a diventare un nome storico nel panorama della Formula 1 dei due decenni successivi. Un nipote di Martini, Pierluigi, disputò ben 103 dei suoi 119 Gran Premi di Formula 1 proprio al volante di una Minardi, arrivando anche a partire in prima fila nel Gran Premio degli USA del 1990 e a conquistare il quarto posto ad Imola e ad Estoril l’anno successivo.

Alla famiglia di Giancarlo vanno le condoglianze della Scuderia Ferrari.