Luca di Montezemolo

“La squadra è pronta per tornare ai successi”

Montezemolo parla alla Gazzetta dello Sport

Maranello, 17 settembre – I perché di una scelta e il punto sul presente e sul futuro prossimo della Scuderia spiegati dal numero uno. In un’intervista con il decano dei giornalisti italiani di Formula 1 Pino Allievi, pubblicata questa mattina sulla Gazzetta dello Sport, il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo ha spaziato a 360° sul momento attuale della squadra di Maranello e sulle prospettive per la stagione 2014.

Il Presidente ha tenuto a ribadire il suo apprezzamento per Felipe Massa – “un ragazzo eccezionale e una persona splendida” – quando ha spiegato i motivi che hanno portato alla scelta di porre fine al rapporto col pilota brasiliano e a ricominciarne uno con Kimi Raikkonen. “Il rapporto (con Felipe, n.d.r.) era chiaro. A lui servivano risultato, a noi pure. Ci sono stati ma con incostanza, ha disputato belle gare ma senza ripetitività. Nel 2012 sono mancati i suoi punti nel Costruttori. Gli farà bene cambiare aria. Non siamo così masochisti da ingaggiare un pilota senza informare Alonso. Fernando è sempre stato al corrente della scelta di Raikkonen, anche perché l’alternativa di un giovane, in un Mondiale complesso come il 2014, non ci dava certezze. Oggi Raikkonen è il più forte di tutti, con Alonso, Vettel e Hamilton. E Alonso è il primo ad essere soddisfatto del suo arrivo. Quello di Raikkonen è un caso identico a quello di Lauda. Anche Niki a un certo punto disse basta perché non ne poteva più. Io parlai di fratello gemello perché quello che correva con noi non era lo stesso che avevamo ingaggiato. La sosta gli ha fatto bene, è tornato alla grande, ha vinto, ha concluso tante gare. Volevo un pilota che non mi facesse rimpiangere Massa: eccolo. A Raikkonen chiedo vittorie, regolarità di rendimento, podi. Alonso sarà il primo a beneficiarne. Sono felice che sia tornato tra noi, i dipendenti Ferrari hanno accolto con entusiasmo la notizia perché aveva lasciato un buon ricordo. Tornando a Lauda, quando rientrò con un’energia diversa, vinse il titolo battendo Prost…”

Montezemolo ha ribadito con forza che la partita del 2013 non è assolutamente stata data per persa: “Mi attendo sviluppi che portino miglioramenti. Ricordiamoci che c’è una sola Red Bull che fa risultati… La squadra sosterrà Alonso sino all’ultimo metro e poi abbiamo Massa dal quale mi attendo un grande finale di stagione. Felipe è un ragazzo eccezionale e una persona splendida. Dicono che non aiuterà Fernando? Macché! Lo farà sicuramente, dando una mano a noi per il Mondiale Costruttori e ad Alonso per quello Piloti”.

Il Presidente non si è sottratto alla domanda su quale percentuale ancora darebbe alla Ferrari per un successo iridato nel 2013: “Non parlo di percentuali ma punterei sulla Ferrari per vincere molti soldi, visto che è data sfavorita. Parlando del 2014 le dico invece che non ne posso più di essere protagonista di sconfitte al fotofinish. Non vedo l’ora che si torni a vincere: è ora, mi creda….”

Due temi potenzialmente delicati – le presunte insoddisfazioni di Alonso e le doti di PR di Raikkonen – sono stati così liquidati da Montezemolo: “Il primo a capire il suo (di Alonso, n.d.r.) scoramento sono io. Diciamo che la sua mi è sembrata l’arrabbiatura di un giocatore richiamato in panchina che manda a quel paese tutti. Io preferisco un carattere così che un pappamolla! Il discorso delle PR è sempre più telematico. Spero che le sue (di Raikkonen, n.d.r.) relazioni pubbliche siano le vittorie, oltre al contributo per la squadra e a una sua presenza assidua a Maranello. Il lavoro non può ricadere solo sulle spalle di Alonso”.

L’intervista è stata anche l’occasione per parlare dell’uomo che è a capo della Scuderia e sulla nuova organizzazione tecnica della squadra. Alla domanda se Domenicali fosse stato mai messo in discussione, Montezemolo ha risposto con nettezza: “Mai, ci mancherebbe. E’ il primo fautore della scelta di Kimi. Ha lavorato bene per il futuro, ora mi aspetto che ci dia risultati sul presente. Ma negli ultimi tre anni abbiamo perso due Mondiali all’ultima gara e non per colpa sua. Io vengo da lontano. Dagli undici anni che separavano la Ferrari dal titolo di Surtees. Poi, da presidente, con Schumacher e la triade Todt-Brawn-Byrne abbiamo segnato un’epoca e ora la squadra è pronta a tornare ai successi. Il vuoto tra l’era Schumi e questa è stato causato dai ritardi sulle simulazioni, sull’aerodinamica. Però, salvo credo tre occasioni, la Ferrari ha sempre lottato per il titolo sino all’ultima gara. James Allison è un uomo su cui conto molto. Con lui è arrivato anche il capo aerodinamico della Lotus, ci sono altre forze fresche. Finalmente avremo quella creatività che mancava. Allison conosce il team, gli uomini, parla italiano. Lo volevano altri, ha preferito noi. Con lui cambierà anche il modo di lavorare in tanti settori. Pat Fry si occuperà della crescita delle operazioni in pista, delle metodologie e del simulatore”.

Infine, Montezemolo ha parlato anche di due argomenti sempre al centro dell’attenzione: i costi della Formula 1 e l’eventuale futuro senza Ecclestone. Il Presidente ha così risposto alla domanda se i costi fossero effettivamente diminuiti negli ultimi cinque anni: “Non si sono ridotti. Si è ridotta invece la crescita ma siamo sempre a livelli troppo alti. Bisognerebbe tornare alla F1 meno sofisticata di metà anni ’90, riprendendo a fare i test per provare i giovani, perché oggi la GP2 fa ridere, non ha peso. E i pochi collaudi che si programmano, li fanno giustamente i piloti titolari”. Un passaggio dell’intervista ha riguardato l’entità del contributo della FIAT al programma di Formula 1 della Ferrari: “Zero” – ha chiarito Montezemolo – “Non c’è supporto economico, la Ferrari vive degli sponsor, dei premi, delle vetture che vende”.

Quanto ad una Formula 1 senza Ecclestone, Montezemolo ha ribadito concetti già espressi diverse volte in passato: “Bisognerebbe ripensare il tutto con una struttura che preveda un responsabile amministrativo-finanziario, un direttore commerciale, un numero 1 per le questioni tecniche. Il lavoro non verrebbe più accentrato su un solo uomo”.

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