Montezemolo al Corriere della Sera

“Dobbiamo lavorare per la Ferrari e per i suoi tifosi” – Montezemolo al Corriere della Sera

Maranello, 3 agosto – La Ferrari e i suoi tifosi: le priorità sono ben chiare per Luca di Montezemolo, ribadite con forza in un’intervista concessa al Corriere della Sera in edicola oggi, di cui pubblichiamo ampi stralci. Non soltanto Ferrari, però, nelle parole di Montezemolo: l’intervista con Daniele Dallera, il responsabile delle pagine sportive del quotidiano milanese, è anche l’occasione per fare il punto sul momento che sta vivendo la Formula 1 nel suo complesso.

“Mai dimenticarsi di loro, dei nostri tifosi, meritano rispetto, quindi soddisfazioni. Dobbiamo lavorare per la Ferrari e per loro” – dice il Presidente – “Dev’essere chiaro che a me interessa la Ferrari. Di piloti ne abbiamo avuti tanti, alcuni grandi, grandissimi, ma i piloti passano mentre la Ferrari resta”.

Montezemolo è molto chiaro quando si parla del momento attuale della squadra, reduce da una deludente prestazione come quella dell’Hungaroring, e della frustrazione di Alonso per una stagione che si fa sempre più complicata: “Fernando è un grande pilota, lo capisco, è un po’ come me: lui vuole vincere. Deve solo ricordarsi che si vince e si perde tutti insieme e la Ferrari da parte sua deve dargli una monoposto in grado di partire dalle prime due file … A me non sta bene vedere una macchina non competitiva. Per questo sono intervenuto, anche se non mi piace mai prevaricare sui miei uomini. Però, dovevo farlo. Ma come?, eravamo partiti così bene, avevamo iniziato il Mondiale con una macchina molto competitiva, giudicata forse la migliore. Ma è accaduto qualcosa, invece di fare dei passi avanti siamo andati indietro. Quindi l’atteggiamento giusto, che pretendo d’ora in poi, è il seguente: capire gli errori, risolverli, dopo questa attenta analisi sviluppare la macchina nella direzione giusta. Giù a testa bassa in questo girone di ritorno, definisco così questa seconda fase che inizierà dopo la pausa, pausa che non mi piace ma di cui dobbiamo prendere atto”.

Le difficoltà del momento non fanno però perdere le speranze nella rimonta che, secondo Montezemolo, si fondano su due ragioni: “Primo: il nostro DNA, quello della Ferrari e il mio, ha una caratteristica, quella di non arrendersi mai. Dovremo riprendere quel cammino interrotto a Barcellona. Possiamo farcela. Secondo: Spa e Monza sono due circuiti che potrebbero assecondare le caratteristiche della nostra macchina. Sì, ci sono le condizioni per dare un forte segnale di ripresa e poi mi aspetto risultati dai tecnici che devono dimostrare il loro valore. Poi non dimentichiamoci per favore che lo scorso anno all’ultima gara Alonso per alcuni giri era virtualmente campione del mondo guidando una Ferrari, non certo un’altra macchina, a conferma che questa squadra sa essere competitiva”.

Montezemolo è tornato anche sul discorso Alonso e ha affrontato quello relativo a Massa: “Fernando ha dato molto in questi anni, ripeto, la sua delusione, nata soprattutto dopo Silverstone, dove tutti noi pensavamo di essere più competitivi, è comprensibile. Ma certi atteggiamenti, alcune parole, certi sfoghi, non mi sono piaciuti. E l’ho detto … Ho ricordato a tutti, piloti compresi, che la Ferrari viene prima di tutto, la priorità è la squadra. Un po’ una mossa da padre di famiglia che ha ricordato il rispetto di certe regole della famiglia: la prego di sottolineare il concetto, il valore di famiglia…. Felipe è un pilota veloce e un ottimo ragazzo. Ma con lui nei giorni scorsi siamo stati chiari: sia noi che lui abbiamo bisogno di risultati e punti. Poi ad un certo momento ci guarderemo negli occhi e decideremo cosa fare.”

Non poteva mancare anche un passaggio sul capo della squadra, Domenicali: “Stefano è nato con noi e con noi è cresciuto sotto ogni aspetto manageriale. Ma da uomo di sport sa che ha bisogno di risultati. Comunque, quando si parla di Domenicali, regna sovrana una verità: sotto la sua gestione abbiamo vinto un titolo Mondiale costruttori e siamo arrivati vicinissimi a tre titoli piloti. Di questi almeno due avremmo potuto tranquillamente conquistarli e il giudizio della gente su Domenicali adesso sarebbe ben diverso. Una cosa gli ricordo spesso: deve tirare fuori il massimo da ogni uomo della sua organizzazione, non accontentarsi mai e se necessario prendere anche decisioni drastiche e dolorose”.

Chiuso il capitolo rosso, Montezemolo passa in rassegna gli altri temi, ad iniziare da quello relativo al rivale più forte di questi ultimi anni, la Red Bull: “Sono abbastanza vecchio di F1, la vivo dagli anni ’70 per non dover invidiare niente a nessuno. Con i regolamenti attuali che privilegiano l’aerodinamica la Red Bull è stata brava avendo un grande progettista, Adrian Newey, a sfruttare al meglio tutti gli aspetti regolamentari. Apro una parentesi: aspetti regolamentari per me sbagliati, quindi da cambiare. Per fortuna per il futuro le modifiche auspicate ci saranno. Noi non facciamo bibite, e lo dico con tutto il rispetto immaginabile per chi fa bibite, non siamo sponsor, ma progettiamo e produciamo macchine di altissimo livello. Rimarremo in F1 fino a quando la considererò un centro di ricerca avanzata, di altissima tecnologia, funzionale a una grande azienda come la Ferrari, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. La F1 deve anche essere uno sport pulito senza trucchi come quelli che abbiamo sopportato in questi anni. Dalla prossima stagione sarà una F1 completamente diversa, finalmente meno dipendente dall’aerodinamica. Io faccio macchine, non aerei. Avremo finalmente dei test e non delle buffonate come quelle andate in scena quest’anno con una squadra che ha fatto test illegali e non ne ha pagato le giuste conseguenze: qui mi sarei aspettato più chiarezza e coraggio da parte della Federazione. D’altra parte i benefici ottenuti dalla squadra che ha fatto i test segreti e vietati sono sotto gli occhi di tutti: prima non aveva vinto un solo gran premio, dopo i test ha collezionato tre vittorie su cinque gare. Sono questi gli episodi, gravi, che tolgono credibilità alla F1 e che alterano il campionato”.

A proposito della gestione del futuro della massima competizione automobilistica, Montezemolo ha ribadito posizioni note: “Pima o poi arriva sempre il passaggio generazionale. Non siamo lontani dal dopo Ecclestone per ragioni anagrafiche. E del resto non ne voglio parlare. Dovremo programmare un nuovo ciclo, in grado di affrontare le urgenze e le necessità di una nuova F1. Ritengo che si possa affidare la gestione di questo sport, che non è solo uno show, ricordiamocelo tutti, ad un gruppo di uomini aperti al nuovo, che sappiano sì di corse, ma anche di marketing, di comunicazione, attenti e sensibili alle esigenze degli appassionati, quelli che vengono ai circuiti e quindi pagano il biglietto e quelli che stanno davanti alla tv, capaci di coinvolgere gli sponsor e non allontanarli. Attenzione però, non voglio avere discussioni con Ecclestone, le ho avute anche in un recente passato, perché era stato troppo loquace sulla Ferrari mentre è stato sorprendentemente silenzioso nel caso dei test illegali che ha coinvolto la Mercedes. Conosco pregi e difetti di Bernie, ma sia ben chiara una cosa: quello che ha fatto Ecclestone per la F1 non lo farà nessun altro”.

Un passaggio è stato dedicato ad una persona ben conosciuta a Maranello come l’attuale presidente della FIA Jean Todt: “Da noi a capo della squadra corse ha lavorato non bene, ma benissimo. In Federazione fa un altro mestiere. Non è facile, ha ereditato da Max Mosley un’istituzione divisa, piena di tensioni. Il suo è un mandato politico, ha bisogno di quel consenso che gli permetta di mettere e fare chiarezza, anche regolamentare, in un mondo così complesso come la F1”.

Non poteva mancare un accenno anche alle gomme e al ruolo sempre più importante che recitano: “E’ vero dipendiamo un po’ troppo dalle gomme però intanto si deve riconoscere alla Pirelli un grande coraggio e capacità e come italiani dobbiamo sentirci orgogliosi dell’impegno di una nostra grande azienda in F1. Nessuna polemica, ma ho solo precisato che non ritengo giusto cambiare a metà stagione la tipologia delle gomme per monoposto progettate e sviluppate con pneumatici diversi, questo è un altro elemento che contribuisce ad alterare i valori. E non sia mai che per la prossima stagione, già avviata negli studi e nella preparazione, ci siano ulteriori cambiamenti. Occorre chiarezza”.

La chiusura dell’intervista è dedicata al campione del mondo in carica Sebastian Vettel e alla possibilità di vederlo un giorno alla Ferrari: “Prima o poi ogni pilota manda dei messaggi alla Ferrari, un sogno da realizzare per ogni campione. Lo fece anche Ayrton Senna. Però, io ho tanti problemi, ma non certo quello del pilota del futuro. Fernando Alonso è un grandissimo, l’ho già detto. L’ha dimostrato e lo dimostrerà ancora. Da subito”.

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