Fernando Alonso

Prove di affidabilità a Barcellona

Montmelò, 21 febbraio – Per gli appassionati di corse l’aspetto più interessante dei test invernali è scoprire quale sia stata la prestazione delle vetture, anche se nel paddock, prima di pensare ai tempi, si lavora per garantirne l’affidabilità. A tale proposito, a seguire questo aspetto durante le prove di Barcellona è stato Luca Marmorini, Direttore Motori ed Elettronica della Scuderia Ferrari. Le regolamentazioni che hanno interessato il motore negli ultimi anni hanno di fatto posto un limite alle prestazioni, ma tuttora esistono parametri sempre nuovi che possono ripercuotersi sul rendimento dei V8, anche nel loro ultimo anno di Formula 1. Ma l’affidabilità dei motori della Scuderia Ferrari non è mai stata seconda a nessuno e Marmorini e il suo team sono intenzionati a mantenere inalterato questo record.

Attualmente il principale argomento di discussione riguarda una soluzione estrema che interessa il sistema di scarico, progettato per convogliare la fuoriuscita dei gas in quelle parti della monoposto in cui il carico aerodinamico riesce ad incrementarne la performance. E’ stata proprio una valutazione e una prova estrema di questo sistema a compromettere, seppur in parte, la prestazione di Fernando Alonso sul circuito di Montmelò di mercoledì. “Abbiamo testato lo scarico fino alla rottura, dopo averlo provato per centinaia di chilometri, proprio perché abbiamo bisogno di verificarne i limiti. In pista questo genere di guasto può essere considerato come un’operazione di routine” ha dichiarato Marmorini durante un incontro con i giornalisti avvenuto ieri, al termine dei lavori.

“Le regolamentazioni che riguardano gli scarichi sono esattamente le stesse dello scorso anno, quindi quello che ci aspettiamo è solo di ottenere un aumento prestazionale, niente di più. Mentre le regolamentazioni sulla configurazione dei terminali e del motore sono molto severe, l’emissione dei gas di scarico può ancora avere un effetto importante sul comportamento aerodinamico della vettura. Anche se il pensiero di dover compromettere la performance del motore preoccupa un po’ noi ingegneri impegnati in questo campo, credo che se poi la vettura è più veloce ci si possa permettere di perdere un po’ di potenza”.

Con questo suo obiettivo, Marmorini ha confermato l’intenzione della Scuderia di continuare a lavorare tutto l’anno allo scopo di ottenere la miglior configurazione di scarico possibile per la F138.

Sull’importanza di seguire i propulsori dei team motorizzati Ferrari, invece, Marmorini ha spiegato: “Costituisce una grande opportunità per noi, perché oltre a fornirci più motori da studiare, data l’impossibilità di fare test durante la stagione, ci mette a disposizione una banca dati molto più vasta.”

Altro importante argomento di discussione sono i motori del prossimo anno, alla luce del considerevole cambio di regole e del ritorno del turbocompressore. “Si tratta di una grande sfida” – ha spiegato Marmorini – “Abbiamo un team impegnato a lavorare sui motori del 2014 e, anche se non possiamo dire che il tutto sia definitivo, possiamo certamente affermare che la fase di sviluppo è già abbastanza avanzata. Abbiamo avuto un motore sul dyno per poco più di un anno. Da un punto di vista tecnico è sicuramente interessante, ma c’è ancora molto da sviluppare, non solo per la Ferrari, ma per tutti i team che dovranno usare lo stesso turbo, totalmente differente da quello che abbiamo visto negli anni ‘80. Non abbiamo un grande margine di tempo, ma il programma di sviluppo è molto intenso e speriamo di ottenere una propulsione che assicuri buone prestazioni e al tempo stesso sia affidabile già dall’inizio del 2014.

Per il momento non sono state introdotte regolamentazioni e questo ci consente di testare i nuovi motori senza dover sottostare alle solite limitazioni. A mio avviso, a partire dalla seconda metà di questa stagione, ogni squadra avrà un motore che, anche se non sarà il prodotto finito, sarà il motore che verrà usato nel 2014. Credo che quello dei top team sarà già sviluppato al 90%. Ovviamente con le nuove regole ci si aspetta che questo nuovo motore possa percorrere il doppio dei chilometri rispetto all’attuale e sarà una grande sfida renderlo anche più affidabile”.

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