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Questione di feeling

Maranello, 21 agosto – E’ sempre difficile conciliare gli affari con la passione ma se ci sono di mezzo il giusto feeling e la Ferrari allora a volte anche le cose più inaspettate possono verificarsi. Ne è una testimonianza la partnership fra la Scuderia e Kaspersky Lab, come si capisce dalle parole di chi ha fondato la più grande azienda privata del mondo nella produzione e commercializzazione di soluzioni di sicurezza per gli endpoint quando descrive com’è nata la collaborazione fra la sua società e il Cavallino Rampante.

“Alla Ferrari sono stati molto onesti e sinceri” – ha detto Eugene Kaspersky in occasione di un recente incontro con alcuni importanti blogger del settore IT – “Quando li contattammo la prima volta ci dissero che, visto che non avevamo alcuna esperienza nell’automobilismo sportivo, avremmo iniziato per gradi, partendo da una piccola sponsorizzazione nelle competizioni GT e nel Ferrari Challenge in modo da poter misurarne l’efficacia passo dopo passo. ‘Se vi piacerà’ – ci dissero – ‘allora allargheremo la partnership, altrimenti cercheremo di ridurre le eventuali perdite’. Sono passati quattro anni e la cooperazione continua a crescere: oggi il logo Kaspersky Lab fa bella mostra di sé sul musetto delle F138 e sui caschi di Fernando Alonso e Felipe Massa. Soprattutto, siamo fieri del fatto che la Ferrari abbia scelto i nostri prodotti per proteggere i suoi computer in pista e nelle sedi di lavoro: lo hanno fatto per la loro qualità e per la loro flessibilità in termini di personalizzazione, non necessariamente per il fatto che siamo sponsor della squadra di Formula 1”.

E’ grazie all’impegno di Kaspersky Lab che la Scuderia ha partecipato negli ultimi tre anni con le sue vetture, sia le monoposto di Formula 1 che quelle del Ferrari Challenge, al Moscow City Racing, l’esibizione che porta il meglio dell’automobilismo sportivo sulle strade del centro della capitale russa. Proprio in occasione dell’ultima edizione, svoltasi il 21 luglio scorso, Kamui Kobayashi fu l’indiscusso protagonista dello show, magari anche più del voluto visto che il giapponese finì contro le barriere di protezione a causa dell’asfalto bagnato. Due giorni dopo lo stesso Kamui regalò ad Eugene Kaspersky il musetto danneggiato della F60, che oggi fa ancora bella mostra di sé nell’ufficio moscovita del CEO: un insolito ricordo di una giornata che confermò la robustezza – il logo Kaspersky Lab non fu nemmeno sfiorato nell’urto – del legame con la Scuderia.

  • Pubblicato il: 21/08/2013
  • Categories: News