Fernando Alonso

Un sapore dolceamaro

Maranello, 23 settembre – L’autunno del Mondiale 2013 si è aperto per la Scuderia con un mix di sensazioni. Il Gran Premio di Singapore ha lasciato un retrogusto dolceamaro, un contrasto fra la soddisfazione di aver tirato fuori il massimo delle prestazione del cosiddetto pacchetto – squadra, piloti, vettura – e la delusione per non essere riusciti ad essere arrivati davanti a tutti.

“Alla Ferrari un secondo posto non deve essere vissuto come il raggiungimento di un traguardo ma, al tempo stesso, bisogna essere capaci di apprezzare quello che si conquista grazie al lavoro di tutti” – ha detto Stefano Domenicali a www.ferrari.com al rientro da Singapore – “In questo fine settimana non avevamo il potenziale tecnico per lottare non solo per la vittoria ma, probabilmente, nemmeno per il podio eppure abbiamo lasciato il circuito con più punti di tutti gli altri: se ci siamo riusciti è perché tutti, dai piloti ai magazzinieri, hanno dato il massimo e non hanno commesso errori. Di questo dobbiamo essere soddisfatti e dobbiamo riconoscere il merito a chi ha fatto bene il suo lavoro”.

Tanti sforzi non sono però stati sufficienti ad incornare il Toro più veloce: “E’ vero: dobbiamo riconoscere che i nostri avversari hanno fatto un lavoro migliore del nostro e fargli i complimenti perché nello sport si deve accettare quando l’avversario è più bravo di te” – ha proseguito il Team Principal della Scuderia – “Vale anche per i tifosi: mi è dispiaciuto sentire che anche sotto il podio di Singapore Vettel sia stato fischiato. Il pilota tedesco è stato perfetto ed è stato assistito da una vettura, la sua, tanto veloce quanto robusta: gliene va dato atto. Certo, dall’altra parte, questa è la dimostrazione che il tifo per la Ferrari è unico e incredibile, che la passione che suscita il Cavallino Rampante è davvero globale. La lotta per il titolo è sempre più difficile ma noi non dobbiamo mollare la presa, nemmeno di un millimetro. Certo, non dipende più soltanto da quello che sapremo fare ma dobbiamo cercare di essere pronti a sfruttare tutte le eventuali opportunità che dovessero presentarsi da qui a fine campionato. Mai dire mai, nello sport può succedere sempre qualcosa d’inaspettato”.

Qual è la ricetta per colmare il distacco nei confronti degli avversari più forti? Domenicali non si sottrae alla domanda: “Dobbiamo fare un salto di qualità, ad ogni livello, inclusi metodologie e strumenti di lavoro. Lo sappiamo bene e stiamo lavorando per raggiungere questo obiettivo, rinforzando la struttura tecnica nelle aree dove ce n’è più bisogno, come testimoniano gli arrivi delle ultime settimane e quelli che verranno. Intendiamoci, non penso minimamente che le nostre persone siano meno capaci di chi lavora in altre squadre, anzi sono convinto del contrario ma è un fatto che gli altri abbiano lavorato meglio di noi è questo deve servirci da stimolo”.

Si diceva alla vigilia che Singapore avrebbe rappresentato uno spartiacque nel lavoro di sviluppo tecnico: “Adesso è chiaro che il 99% delle nostre energie sarà concentrato sul progetto 2014, tanto complicato quanto importante” – chiarisce Domenicali – “Prima della pausa estiva puntavamo molto su un recupero di prestazione a Singapore, su una pista dalle caratteristiche particolarmente avverse alla nostra vettura e, invece, abbiamo perso ancora terreno, nonostante la F138 sia comunque migliorata sotto certi aspetti, altrimenti oggi Fernando non sarebbe mai riuscito a fare quello che ha fatto nella seconda parte di gara in termini di gestione delle gomme. Abbiamo ancora delle novità per vettura che porteremo nelle prossime gare ma, principalmente, dovremo cercare di sfruttare al meglio quello che abbiamo a disposizione”.

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