Tradizione in Rosso a Monaco

Tradizione in Rosso a Monaco

Maranello, 20 maggio – Sono ormai tanti, troppi anni che non esce il Rosso sulla roulette di Monte Carlo. L’ultimo successo della Ferrari nel Gran Premio di Monaco risale al 2001, quando Michael Schumacher e Rubens Barrichello ottennero una straordinaria doppietta. Da allora in avanti mai una Ferrari è riuscita a passare per prima sotto la bandiera a scacchi, neanche negli anni in cui la superiorità tecnica di Maranello sembrava essere indiscutibile, come nel 2002 e nel 2004.

I piazzamenti sul podio non sono mancati nelle undici edizioni successive (due volte il secondo posto, sei volte il terzo) ma spesso e volentieri c’è stato qualcosa che, durante il fine settimana, ha fatto svanire le chance di vittoria. Come non ricordarsi ad esempio dell’incidente occorso a Fernando Alonso nelle libere del sabato mattina nel 2010? Lo spagnolo stava volando quel weekend però finì contro le barriere all’inizio della sessione: sembrava un cosa relativamente lieve ma, al ritorno al box, si scoprì che il telaio era rimasto irrimediabilmente danneggiato e doveva essere sostituito. Niente qualifiche per lo spagnolo che, il giorno dopo, fu protagonista di una clamorosa rimonta che lo portò dalla pit-lane al sesto posto. Un’impresa simile, con un risultato finale migliore di una posizione, l’aveva compiuta Michael Schumacher nel 2006. Anche il tedesco partì dai box dopo la retrocessione all’ultimo posto delle qualifiche in seguito al famoso episodio della Rascasse e riuscì a risalire fino alla quinta posizione, subito alle spalle del suo ex-compagno di tanti anni ferraristi Barrichello.

Fare la pole a Monaco significa spesso centrare la vittoria: è accaduto ben 26 volte su 59 edizioni della gara del Principato. Dal 2004 al 2012 soltanto in un’occasione chi è partito al palo non è riuscito ad imporsi: tanto per confermare la tradizione negativa che accompagna la Ferrari in questa corsa, l’eccezione è stata Felipe Massa, in pole nel 2008 il sabato con un giro fantastico su quella che era ormai diventata la sua seconda gara di casa. L’indomani si partì sul bagnato ma le cose non andarono come nelle previsioni e, in più, la dea bendata si preoccupò di assistere nella maniera migliore il principale avversario del brasiliano nella corsa al titolo, l’inglese Hamilton, primo sul traguardo. Felipe si classificò al terzo posto, ripetendo il risultato dell’anno precedente.

Sono rimaste quindi otto le vittorie della Scuderia nel Gran Premio di Monaco. Ad eccezione della prima, conquistata da Maurice Trintignant nel 1955, tutte le altre sono raggruppate in due cicli storici ben definiti. Dal 1975 al 1981 la Ferrari vinse quattro volte: due con Niki Lauda (1975 e 1976), una ciascuno con Jody Scheckter (1979) e Gilles Villeneuve (1981). Dovettero passare sedici anni per rivedere una Rossa trionfare nel Principato: nel 1997 Schumacher ottenne il primo dei suoi tre successi a Monaco da ferrarista, seguito dalle doppiette del 1999 con Irvine e del 2001, precedentemente citata, con Barrichello. Curiosamente, di queste otto vittorie solo una, la seconda di Lauda, è stata ottenuta in un anno pari: visto che siamo nel 2013 forse è il caso di incrociare le dita!

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