Undici gemme di una bella storia in Rosso

Undici gemme di una bella storia in Rosso

Maranello, 11 settembre – Undici vittorie, undici gioie straordinarie nella carriera sportiva di Felipe Massa, tutte unite dallo stesso filo conduttore, di colore Rosso Ferrari. Dal Gran Premio di Turchia del 2006 a quello del Brasile del 2008 sono stati undici capitoli indimenticabili di una storia che si avvia alla conclusione ma che non è ancora terminata. Il più bello ma, sportivamente parlando, anche il più doloroso è proprio l’ultimo. Quella domenica 2 novembre 2008 ad Interlagos Felipe fu campione del mondo per qualche decina di secondi: aveva tagliato per primo il traguardo al termine di una gara dominata dal primo all’ultimo giro e soltanto un sorpasso in zona Cesarini di Hamilton su Glock, in difficoltà con le slick sull’asfalto viscido, negò al brasiliano la gioia più grande. E’ vero che quando si perde il titolo per un punto, qualsiasi episodio può essere giudicato decisivo ma negli occhi del mondo rimase impresso quell’episodio così come è passata alla storia la classe con cui il ferrarista affrontò la delusione sul podio. “Lo sport è fatto di queste cose e dobbiamo accettarlo” – disse – “Complimenti a Lewis: chi fa più punti si merita il titolo. Sono molto orgoglioso di tutta la squadra e di quanti mi hanno dato il loro supporto durante questa fantastica stagione. Oggi dobbiamo essere felici per quello che abbiamo fatto: abbiamo portato a casa il titolo Costruttori e so quanto sia importante per la squadra. Lascio Interlagos a testa alta perché ho vinto ancora una volta davanti al mio pubblico e perché questo è un giorno che resta indimenticabile”.

Due anni e undici giorni prima, nello stesso luogo e sullo stesso podio, c’era stata soltanto gioia, immensa come quella che può dare a un brasiliano la vittoria nella sua gara di casa. Se poi il successo arriva quando s’indossano i colori del tuo paese allora la festa è completa. Il 22 ottobre 2006 fu un giorno speciale perché era quello dell’addio (il primo…) alle corse di Michael Schumacher. Quel fine settimana Felipe aveva sulla tuta i colori della bandiera brasiliana, colori che sembravano dargli qualcosa in più in termini di velocità. Anche in gara Felipe volò solitario fino al traguardo mentre alle sue spalle Michael dava spettacolo con una rimonta memorabile dall’ultima posizione, ma sul podio la festa fu tutta per il pilota di casa. “Oggi un altro sogno, il sogno della mia vita, è diventato realtà. La macchina è stata perfetta, le gomme Bridgestone sono state perfette, ho guidato in maniera impeccabile, il tutto nella mia gara di casa!” – raccontò dopo la gara – “Voglio dedicare questa vittoria alla mia famiglia, ai miei amici, a tutti quelli che mi hanno aiutato nella mia carriera e al popolo brasiliano, che oggi mi ha fatto sentire tutto il suo calore dalle tribune”.

Se Interlagos è stato il palcoscenico delle sue vittorie più memorabili, Istanbul e Sakhir sono diventate un po’ il cortile di casa del pilota brasiliano per la facilità con cui ha saputo dimostrare il suo talento su tracciati tanto diversi fra loro quanto impegnativi: in Turchia Felipe ha vinto tre volte consecutive (dal 2006 al 2008), in Bahrain due (2007 e 2008). Particolarmente importanti furono il primo e l’ultimo, in ordine cronologico, di questo gruppo di successi: a Istanbul nel 2006 Felipe conquistò la sua prima vittoria in Formula 1, un ricordo che gli resterà sempre nella memoria, mentre a Sakhir colse un’affermazione tanto più importante perché già il vento delle critiche mediatiche, spesso una costante nella carriera di Felipe in rosso, aveva iniziato a soffiare forte dopo la gara di Sepang.

Pure in Spagna il pilota brasiliano ha vinto due volte, anche se su due circuiti e in due Gran Premi diversi. Curiosamente, in entrambe le occasioni – a Barcellona nel 2007, a Valencia l’anno successivo – Felipe ottenne pole position, primo posto e giro veloce in gara, a conferma del fatto che, nelle giornate di grazia ha la velocità per battere chiunque, se assistito da una monoposto all’altezza.

Gli altri due successi di Felipe sono arrivati in maniera più sofferta e rocambolesca, entrambi in quell’incredibile stagione 2008. A Magny-Cours il brasiliano approfittò di un problema ad uno scarico occorso al compagno di squadra Kimi Raikkonen, mentre a Spa sotto la pioggia degli ultimi giri Felipe si mantenne fuori dalla bagarre finale fra lo stesso Kimi e Hamilton, che vide il primo finire contro le barriere e il secondo penalizzato dopo la fine della corsa. Del resto, tante altre volte furono altri a trarre vantaggio da problemi avuti da Felipe – basti pensare alla rottura del motore a Budapest nel 2008 – che quei due successi restano soltanto un risarcimento parziale per un pilota che rimane in credito con la fortuna.

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