Mike Hawthorn

Un vero talento dell’automobilismo, Mike Hawthorn è diventato pilota lo quasi per caso. Classe 1929, una passione ereditata dal papà, molto entusiasmo e tanta grinta: questi i requisiti necessari per lui, per diventare uno fra i più temuti piloti dell’epoca.

Il debutto nel 1952 all’Eastern Trophy Goodwood è un meritato biglietto da visita nel mondo delle corse, non un semplice colpo di fortuna. Solo dopo alcuni mesi, il fenomeno si ripete e nella gara del Boreham, sotto il diluvio, Hawthorn ridicolizza gli avversari. Dopo diverse prestazioni strabilianti, Enzo Ferrari si accorge di lui. Nell’ultima gara di stagione, nel circuito di Modena, Mike corre con una Ferrari, ma la sua performance non è proprio eccezionale, anche se sufficiente per chiudere il contratto con la Scuderia per la stagione successiva. E’ l’anno 1953 quando Hawthorn entra nello squadrone Ferrari e si aggiudica con il primo GP di Francia, il titolo di più giovane vincitore di una gara di Formula 1. A soli 24 anni Mike diventa un autentico eroe nazionale. Una stagione brillante che vede il pilota inglese non solo veloce in pista ma contrariamente al suo spirito molto libero, anche affidabile. La popolarità dell’asso inglese è alle stelle, al punto da essere annoverato tra i favoriti assoluti della stagione. Undici aprile 1954, circuito di Siracusa: Mike prova la nuova Ferrari al debutto assoluto, è in lotta per le posizioni di testa, e per evitare un ostacolo perde il controllo della sua vettura, sbattendo contro il muro di protezione della pista e prendendo fuoco. La scena è terribile, Mike si salva dal rogo per miracolo, ma il peggio per lui deve ancora venire.
La morte del padre, al quale era morbosamente legato, proprio un mese dopo il suo incidente lo porta nel più cupo degli sconforti. Una stagione da dimenticare, come quella seguente del 1955, l’anno della più grande tragedia dello sport automobilistico. E’ la 24 ore di Le Mans, una delle più ambite competizioni di sempre, un feroce duello fra Hawthom e Fangio tiene tutti col fiato sospeso. Nell’inevitabile sosta ai box, Mike nel tentativo di rientro, compie una mossa azzardata che innesca sul rettifilo di partenza una paurosa carambola. E’ la vera tragedia, ottantadue spettatori morti e oltre novanta i feriti. Mike, ancora una volta indenne, è costretto dalle regole del gioco a finire la gara e a vincere una delle edizioni più drammatiche della storia dei motori. Archiviata questa difficile stagione, il 1956 è l’anno di transizione per Mike che si trova a dover affrontare una scelta drastica.

Nel 1957 Hawthorn torna a Maranello per due buone stagioni. Non è più lo spericolato purosangue inglese, ma pur sempre il pilota veloce e vincente di un tempo. Il binomio vettura-pilota funzione, e la Scuderia Ferrari è all’apice della gloria, ma a rallentare la sua corsa, ancora una volta ci pensa il destino. Nel GP di Germania, Collins, l’eterno amico di Mike, all’inseguimento di Brooks, arriva lungo in curva, schiantandosi in un impatto tremendo che gli costerà la vita. Persa la voglia di correre, per Mike è fondamentale il sostegno del compagno di squadra Hill, che gli permetterà di vincere il tanto sospirato primo titolo. Hawthom è Campione del Mondo, ma proprio all’apice del suo successo decide di ritirarsi dalle corse. Meglio chiudere in bellezza per lui e dedicarsi alla sua famiglia e all’eterna passione di papà Lesile: il TT garage.

Data di nascita:10/04/1929
Luogo di nascita:Mexborough (GBR)
Gare:45
Vittorie:3
Pole position:4
Podi:18
Giri più veloci in gara:6
Giri di gara in testa:nd
Campione del mondo con Ferrari:1958