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Quattro motori Ferrari nelle prima quattro posizioni in qualifica

3 Set 1960

Il 3 settembre 1960 Phil Hill si aggiudicò la pole position nel Gran Premio d’Italia. In realtà il 2’41”4 del pilota americano era stato ottenuto il giorno precedente, il venerdì pomeriggio: anche al sabato Hill era stato il più veloce ma con un tempo di un secondo più alto. Quel weekend fu trionfale per la Scuderia, che piazzò quattro motori ai primi quattro posti in qualifica (la Cooper di Giulio Cabianca, quarto, aveva un propulsore costruito a Maranello) e arrivò a cinque su cinque in gara, con von Trips quinto con una Formula 2: infatti, a causa dell’assenza delle squadre inglesi (che si rifiutarono di partecipare perché, a loro dire, il tracciato con l’anello ad alta velocità non era sicuro), fu consentito anche alle monoposto di Formula 1 di prendere parte all’evento per rimpolpare lo schieramento.

Hill si aggiudicò la corsa davanti al connazionale Richie Ginther, al belga Willy Mairesse e a Cabianca. Fu quello l’ultimo successo della 256 F1, l’ultima monoposto della massima formula realizzata a Maranello con il motore in posizione anteriore. “I buoi vanno davanti, tirano il carro e non lo spingono” – aveva detto una volta Enzo Ferrari in merito alla novità del motore posteriore ma la superiorità della nuova architettura era comunque tale che anche il Commendatore si era arreso, tanto che durante la stagione avevano debuttato sia la 246 P F1 e la 156 F2, entrambe dotate di un propulsore sistemato alle spalle del pilota.