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Vittoria agrodolce per Felipe Massa

2 Nov 2008

Il 2 novembre 2008 Felipe Massa vinse il Gran Premio del Brasile. Fu il successo più bello e, allo stesso tempo, più amaro nella carriera del pilota brasiliano che per una manciata di secondi – quelli che separarono il suo arrivo dal sorpasso di Hamilton su Glock – fu campione del mondo. Già, perché quello che alla vigilia sembrava soltanto un sogno – rimontare sette lunghezze di svantaggio sul pilota della McLaren – all’ultimo dei 71 giri di una corsa emozionantissima sembrava essere diventato realtà. Sulla griglia di partenza le due Ferrari occupavano la prima e la terza posizione, rispettivamente con Felipe e Kimi. Cinque minuti prima del via si scatenava sulla pista un violento acquazzone, che imponeva a tutti l’utilizzo di gomme da bagnato. La gara prendeva il via regolarmente con Felipe che manteneva la testa e Kimi che si accodava a Trulli ma la safety-car entrava subito in pista per una collisione fra Coulthard e Piquet. La neutralizzazione durava fino al giro 4 con le condizioni della pista che andavano velocemente migliorando, tanto che dal giro 7 alcuni piloti – Fisichella aveva tentato l’azzardo già alla terza tornata – cominciavano a passare alle gomme da asciutto. Fra i pioti di vertice si fermavano prima Vettel e Alonso al giro 9, seguiti da Felipe e Kovalainen al giro 10 mentre Kimi, Trulli e Hamilton rientravano ai box nel giro successivo. Chi si avvantaggiava di più del rimescolamento delle carte erano Vettel e Alonso che si ritrovano rispettivamente in seconda e terza posizione, dietro alla Ferrari di Felipe e davanti a quella di Kimi, con Hamilton settimo dietro Fisichella e Trulli. La corsa si spaccava subito in due capitoli: quello riguardante Felipe e la lotta al vertice, di cui erano protagonisti i primi quattro, e quello relativo alla rincorsa di Hamilton ad un piazzamento utile a portarsi a casa il titolo. Vettel aveva scelto una strategia a tre soste e si ritrovava quindi una vettura decisamente più leggera di quella di Felipe, tanto che riusciva a rimanergli molto vicino. Anche Alonso era molto veloce e i primi tre restavano a lungo racchiusi in pochi secondi mentre Kimi viaggiava indisturbato quarto ad una decina di secondi. Hamilton, nel frattempo, risaliva fino alla quinta posizione entro il giro 18 e iniziava poi a gestire in maniera conservativa la sua gara, cercando di mantenersi a cinque secondi da Kimi. Al giro 27 si fermava Vettel, che rientrava in pista sesto alle spalle di Glock. Felipe continuava a guidare la gara, con Alonso alle sue spalle staccato di qualche secondo mentre Kimi rimaneva a 10” dallo spagnolo. Al giro 38 Felipe faceva la sua seconda sosta, seguito da Alonso al giro 40, tornata in cui si fermava anche Hamilton. Il pilota di vertice che restava più a lungo in pista era Kimi, che faceva il suo pit-stop al giro 43. Dopo le soste la situazione vedeva Felipe sempre in testa, seguito da Vettel, Alonso, Kimi, Hamilton, Kovalainen, Glock e Trulli. Il tedesco della Toro Rosso motorizzata Ferrari faceva la sua terza sosta al giro 51 e rientrava in pista fra le due McLaren. In questa parte di gara Kimi si rifaceva rapidamente sotto ad Alonso mentre Vettel era nella scia di Hamilton. Il colpo di scena finale lo riservava nuovamente il cielo. Infatti, poco dopo il sessantesimo giro iniziava a piovigginare e, a partire dal giro 63 quasi tutti i piloti rientravano ai box per rimontare gomme da bagnato: gli unici a restare con pneumatici da asciutto erano quelli della Toyota. Al giro 66 rientravano uno dietro l’altro Alonso, Raikkonen, Hamilton e Vettel mentre Felipe aspettava un altro giro. Al giro 68 la classifica vedeva Felipe in testa davanti ad Alonso, Kimi, Glock, Hamilton e Vettel. Il tedesco passava facilmente un Hamilton in crisi al giro 69, relegandolo fuori dalla zona-iride. Felipe si avviava a vincere per la seconda volta nella sua carriera davanti al suo pubblico ma doveva ancora aspettare per sapere quale sarebbe stato l’esito della lotta per il mondiale. Il verdetto si ribaltava nuovamente a poche curve dalla fine, quando Hamilton riusciva a riprendersi il quinto posto approfittando del fatto che Glock, con gomme da asciutto, era in difficoltà. La corsa si concludeva quindi con un podio completato da Alonso e Kimi, Vettel quarto con Hamilton quinto e salvo sul filo di lana.

Alla Scuderia rimaneva la soddisfazione di conquistare il suo sedicesimo titolo Costruttori, l’ottavo negli ultimi dieci anni mentre Felipe dimostrava tutta la sua sportività in una cerimonia del podio straordinariamente commovente. “E’ stata una giornata emozionante. Abbiamo fatto tutto alla perfezione ed eravamo quasi riusciti a farcela. Poi, quando già avevo tagliato il traguardo, Rob mi ha detto che Hamilton era quinto e che quindi ili titolo andava a lui per un punto” – disse il pilota brasiliano – “Lo sport è fatto di queste cose e dobbiamo accettarlo. Complimenti a Lewis: chi fa più punti si merita il titolo. Sono molto orgoglioso di tutta la squadra e di quanti mi hanno dato il loro supporto durante questa fantastica stagione. Oggi dobbiamo essere felici per quello che abbiamo fatto: abbiamo portato a casa il titolo Costruttori e so quanto sia importante per la squadra. Lascio Interlagos a testa alta perché ho vinto ancora una volta davanti al mio pubblico e perché questo è un giorno che resta indimenticabile”.

Fu quella anche l’ultima vittoria di Felipe in Formula 1. La speranza di tutti i tifosi ferraristi è che nelle tre gare che ancora gli restano da disputare con la Scuderia Felipe possa risalire sul gradino più alto del podio, magari proprio ad Interlagos: sarebbe il modo perfetto di chiudere una bellissima storia e, almeno parziale, un risarcimento per quello che il 2 novembre di cinque anni fa gli fu negato.